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Contatti digitali

Conversazione via Facebook Email nell’Era della Digitalizzazione, della Globalizzazione ed

Internettizzazione dell’Esistenza 

Ragazzi anormali si scrivono a distanza…

di Irene Ramponi

Una ragazza italiana migrante in Olanda scrive all’amico lontano, in risposta alla piccola email che l’amico stesso le ha appena mandato. Nella sua lettera ci fornisce il suo punto di vista sulla vita nel Nord Europa, in Germania ed Olanda in particolare, ci da’ uno spaccato della sua vita di migrante alla ricerca di se’ stessa, in un viaggio senza vento…e senza Tempo (cit. Timoria, Viaggio Senza Vento, Polygram, Giugno/Luglio 1993). Qui ne viene presentato uno stralcio veloce.

“Le medicine tradizionali sono efficaci, certo, ma sempre robaccia chimica rimangono, che costa cara e serve molto ad arricchire le multinazionali farmaceutiche…Ecco perche’ apprezzo quei medici che si rifiutano categoricamente di prescrivere farmaci allopatici come caramelle! […]. Ora vivo sulla linea di confine tra Olanda e Germania, quindi ho tutto il meglio da entrambe le parti: Birra e Cibo dalla Germania, qualita’ a buon prezzo, divertimenti a non finire, stile di vita libero e piu’ rilassato, piu’ sussidi dallo stato se sei disoccupato, artista, creativo, nullatenente, proletario, sottopagato o semplicemente disperato…Qui i senza tetto non esistono perche’ ognuno ha IL FOTTUTO SACROSANTO DIRITTO AD AVERE UNA CAZZO DI CASA!!! Un cazzo di posto dove stare che non sia sotto i ponti…[…]. Ma ovviamente ci sono severi canoni di meritocrazia, mica la danno a tutti, la casa intendo…Nonostante quasi tutti lavorino e la disoccupazione sia irrilevante, il tenore di vita e’ ottimo, la gente e’ rilassata,  fa festa tutte le sere, senza limiti di orario o scuse tipo che deve andare a letto presto perche’ il giorno dopo deve lavorare…[…]. Qui trovi gente di tutti i tipi, tutta simpaticissima:dai punkettoni old school, agli hardcore warriors, dai techno addicted ai metallari, dai red skin che legnano i nazi, quasi nessun hausettaro…Ma anche molti vecchietti comunicativi con tutore, come mio nonno potrebbe essere, qualche impiegatuccio e, come direste voi, per chi NE VUOLE, ce n’e’ davvero per tutti i gusti…No proibizionismo!!!  E soprattutto, non c’e’ il fottuto Vaticano in casa a rompere i coglioni…

Insomma, Paradies Land o Fantasylandia, che dir si voglia…Io collaboro all’allestimento di mostre, studio e miglioro il tedesco e l’inglese, faccio lavoretti di arti minori che poi vendero’ in qualche mercatino, dipingo quadri, scrivo, leggo, giro per mostre e citta’…Insomma, una bella vita, quella che ho sempre sognato…E per tutto questo devo ringraziare il mio ragazzo, tedesco purosangue, che ho conosciuto al matrimonio di mio cugino; praticamente mio cugino di sangue ha sposato la sorella del mio ragazzo, e noi due ci siamo conosciuti al pranzo di matrimonio, agli inizi di maggio…Abbiamo conversato un po’, e poi, siamo rimasti in contatto via Internet…Lui poi e’ tornato in Italia a trovarmi, abbiamo passato del tempo insieme…Intanto il mio lavoro in casa editrice andava a rotoli, ed ero sull’orlo di una crisi di nervi…Ho cosi’ deciso di cercare lavoro in Germania, in Renania Vestfalia, parte Nord Ovest della Germania, in cui le piu’ grandi citta’ sono Dusseldorf, Colonia, Aachen, ed, in seconda battuta, Duisburg (dove hanno fatto la Love Parade del 2010, dove e’ morta tutta quella gente…). Beh, insomma, io stavo a Duisburg, come ragazza alla pari, dovevo curare quattro mocciosi terribili, due gemelli iperattivi e psicotici, e due ragazzine isteriche e con disturbi alimentari…Ok, avevo una stanza tutta per me, dove pero’ non mi era permesso bere e fumare…Assolutamente peggio della Colonia Ticino, dove almeno ci divertivamo… I miei “carcerieri”, ovvero la famiglia per cui lavoravo e facevo da babysitter, era composta da una donna rossocappelluta, con testa di medusa, bocca di vipera, occhi verdi da Maga Circe, nana e totalmente incapace come mamma, quindi, totalmente esaurita, nevrotica, isterica, iperattiva, la classica impiegatucola borghese, che si lamenta perche’ il marito non porta a casa abbastanza soldi; come se non bastassero quelli che guadagna gia’ come avvocato penalista…Fai un po’ te…Il marito incarnava il tipico tipo di uomo di destra, rosso, obeso e rubicondo, perennemente a dieta, senza mai perdere peso e, obbligato dall moglie, non poteva bere…E la moglie non gliela dava…Insomma, mi sono messa in un bel casino!!! Il mio ragazzo ha fatto di tutto per portarmi a vivere con lui al confine tra Olanda e Germania…Ho resistito tre mesi, di cui 2 senza essere pagata…Si’, pagata ma con le mazzate ricevute dai gemelli e a suon di umiliazioni e prese per il culo dalla quella puttanazza della madre di casa, Susanne, ho deciso di mandarli affanculo, o meglio, il mio organismo ha ceduto e mi hanno ricoverata in ospedale una mezza giornata, sotto valium o non so quale altro tranquillante…Nella lettera di dimissioni, hanno scritto che quel lavoro non faceva per me, e che quindi dovevo rinunciarvi…Ho preso armi e bagagli ed ho levato le tende!!! Sono stata a Duisburg dalla meta’ di luglio ai primi di ottobre, da li’ in poi, mi sono trasferita a Kerkrade, in Olanda, a casa del mio ragazzo, proprio al confine con la Germania…Praticamente, solo attraversando la strada, sei gia’ in Germania! Pensa che noi andiamo a far la spesa a piedi…Abbiamo un appartamento di 4 locali, una specie di piccolo centro sociale/circolo arci/Bed&Breakfast all’occorrenza (solo per i turisti, per gli amici l’ospitalita’ e’ gratuita ovviamente!!! ), che e’ anche la nostra casa allo stesso tempo…Ci manca solo la fermata di Macondo Express all’ingresso e abbiamo tutto…Si’, vita molto punkabbestia, ma mi piace, quindi, me ne sbatto di cio’ che dice la gente e vivo meglio…Finalmente vivo per me stessa…Ovviamente con le difficolta’ economiche connesse, ma e’ il prezzo da pagare per la propria indipendenza e conseguente liberta’ di non dipendere da nessuno e di camminare sulle tue gambe, senza rimpianti, risentimenti e sensi di colpa verso parenti, amici, conoscenti ed ex…Ti diro’, sto da dio da quando ho mollato quel mollusco del mio ex, il musicista incompreso, il narcisista del cazzo che pensa di non valere una sega, che sa di non avere le palle, che ha paura di tutto…Ma di fronte agli amici ed ai compagni di merenda, beh, diventa la persona piu’ brillante, piu’ simpatica, piu’ compagnona del mondo…Bleah, che sbocco!!! Ne ho avuto la nausea…Come cazzo fai a convivere da un anno e mezzo e stare quattro mesi senza un minimo di affettivita’??? E senza una coccola, e senza nemmeno un semplice e fraterno abbraccio…Boh, io non lo so, ma tutti gli amici maschi con cui ne ho parlato mi hanno detto che non e’ fottutamente normale…E cosi’, l’ho mollato e sono stata meglio!!! Ovvio che lui mi ha rinfacciato un sacco di cose, nonche’ sparlato alle spalle, ma, detto sinceramente, fotte eminentemente sega…Beh, questa e’ la mia storia…Scusa se mi sono dilungata, ma era da un po’ che non ci sentivamo, quindi volevo spiegarti un po’ com’era andata, tutto qua…Dimmi che non hai impegni il 2 luglio 2013! :-D”.

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File:Wappen herzogenrath.jpg

Edificato nell’anno 1104, il castello di Rode è oggi un importante centro culturale a Herzogenrath. Lo dimostra il vastissimo programma culturale dell’associazione “Schloss Rode Herzogenrath, che offre una vasta gamma di eventi, tra cui i più importanti sono quelli tradizionali della tradizione popolare tedesca.

Vi si svolgono inoltre mostre di pittura, concerti di musica classica e spettacoli di cabaret con interpreti di fama nazionale.

L’atmosfera speciale del castello dà un tocco unico ai singoli eventi. Il castello è situato in posizione centrale e a pochi passi da un vasto parcheggio nel centro della città. In ambito culturale, l’evento culturale più importante è il tradizionale festival nel mese di giugno di ogni anno, quando il castello si trasforma in centro culturale di grande attrattiva.

Foto: Burgterrasse (hinten)Foto: BurgeingangFoto: BurgaufgangFoto: Burg ganze AnsichtFoto: Burg bei Nacht

Un po’ di Storia…

  • 1104: Primi accenni al Borgo di Rode nelle fonti scritte;
  • Fino al 1136 – Il castello é sotto il dominio dei Conti di Saffenberg;
  • 1282 – Re Rudolf Von Hagsburg permette al Castello di Burg di battere moneta; da questo momento le monete coniate nel borgo hanno valore di acquisto;
  • 1289-1387: Il Castello é in possesso dei Duchi di Brabante (piccolo accenno tomonomastico: si noti che in tedesco la parola duca viene tradotta come Herzog; da qui deriva il nome Herzogenrath, borgo che fu sovente governato da duchi, quindi appartenente a vari ducati);
  • 1389-1393: Viene costruita la Torre del Castello;
  • 1387-1425: i territori ed il Castello di Rode sono sotto il potere del Duca di Borgogna; essi saranno poi annualmente inclusi nei domini della città di Jülich;
  • 1544: Carlo V acquista il Castello di Rode; in questo modo i territori del borgo apparterranno prima alla Spagna e poi all’Austria;
  • 1784-1814: Il Borgo di Rode passa sotto l’amministrazione francese;
  • 1814-1913: Rode viene ceduto alla Prussia;
  • 1913-1978: Il Castello di Rode é adibito a sede del Municipio di Herzogenrath.
  • 1977: Fondazione dell’Associazione Burg Rode Herzogenrath e.V.
  • 1982: Prima Burgsfest organizzata dall’Associazione medesima;
  • 2007: L’Associazione Burg Rode Herzogenrath e.V. festeggia i suoi trent’anni di attività;
  • 2012: Si festeggia il 35esimo compleanno dell’Associazione Burg Rode Herzogenrath e.V. e la 30esima Burgfest.

Stadtplan gross

Stadtplan Nah

Herbst im NationalparkNel cuore di un paesaggio composto da foreste e di acqua, resterete affascinati dalla natura allo stato selvaggio. In quest’area protetta, il Parco Nazionale dell’Eifel, situato a sud est di Colonia, la natura, bella e variegata, può crescere secondo il proprio ritmo. 

“Lasciate agire la Natura”, é il motto del Parco Nazionale, identico a quello di tutti i Parchi Naturali del Mondo. L’Eifel è un vero e proprio concentrato di verdeggianti foreste, affascinanti vedute, uniche nel loro genere, sui tre laghi, e di sentieri che attraversano il cuore di romantiche valli. Il Parco si estende su una superficie di circa 110 km² a nord dell’Eifel, il massiccio più importante della Renania Westfalia e Renania Palatinato. La parte sud del parco tocca il confine belga.

E’ il Parco Nazionale più grande della zona ovest della Germania. Il suo paesaggio é contrastato: grandi macchie di latifoglie, inframmezzate da valli profonde caratterizzano la parte nord, mentre la parte sud è inngran parte costituita da polle d’acqua, proveniente dalle fonti di montagna, e da praterie di un giallo estremamente luminoso, coperte, in primavera, di narcisi selvatici.

I fiumi Urft e Ruhr, le foreste di faggi e l’aspetto selvaggio (foresta vergine), costituiscono l’ambiente ottimale per specie animali e vegetali rare, circa 930 in tutto. Solamente lo scarabeo ha 1.300 varietà; altre specie molto diffuse nell’Eifel sono il cervo nobile, il gatto selvatico, il castoro, la cicogna nera, il gufo reale, la lucertola muraiola; tutti questi animali, rari in Renania Westfalia, vivono qui.

Il narciso giallo, selvatico, è una delle particolarità floreali del Parco, quando fiorisce in aprile-maggio, per il piacere degli occhi! 🙂 In estate erbe selvatiche profumate invadono le praterie.

Quest’area è stata dichiarata Parco Nazionale il Primo gennaio 2004. E’ il quattordicesimo parco nazionale della Germania; si tratta di un Parco “in divenire”, dal momento che almeno il 75% della superficie é ancora soggetta ad un’evoluzione naturale continua e costante.

Interessante come l’Eifel si estenda in una zona di frontiera, nella quale confinano quattro Stati: Germania (Renania Westfalia), Olanda (Limburgo), Belgio e Lussemburgo.

Le praterie

Si possono distinguere diversi tipi di praterie in funzione della loro forma di sfruttamento e della ricchezza del suolo, in base alle sostanze nutritive e all’acqua che ricevono. Nel Parco si trovano praterie di nardo rado, a crescita corta, e povero di sostanze nutritive, di avena dorata o di graminacee di altezza notevole, praterie inondate o umide con giunchi e arbusti in fiore (narciso giallo, giunchiglia varia, ranuncolo, che fioriscono a primavera).

Nelle praterie numerose specie di uccelli canterini, come la tordela (Turdus viscivorus), il tordo bottaccio, (Turdus philomelos) e lo zigolo giallo(Emberiza citrinella) vengono a cercare cibo. Vi si possono trovare anche rapaci come la poiana comune, (Buteo buteo), il gheppio, (Falco tinnunculus), il nibbio bruno, (Milvus migrans) o il nibbio reale (Milvus milvus). 

Piccoli mammiferi come il topo campagnolo (Microtus arvalis), l’arvicola agreste (Microtus agrestis) o l’arvicola acquatica (Arvicola terrestris) e insetti di grossa taglia sono specie protette; inoltre, tra le numerose farfalle presenti nel Parco, almeno tre specie sono minacciate, quindi protette.

Altre specie animali vivono nelle praterie umide e ricche d’acqua, soprattutto numerose varietà rare e fortemente minacciate di farfalle, tra le quali è importante citare la filipendula, farfalla verde metallico dall’aspetto brillante, che può vivere in una prateria vicina ad un ruscello.

Anche i grandi vertebrati costituiscono gran parte della fauna dell’Eifel: il cervo nobile o cervo rosso (Cervus elaphus), il capriolo (Capreolus capreolus) e il cinghiale(Sus scrofa) pascolano nelle praterie del Parco, così come la volpe rossa (Vulpes vulpes) o il gatto selvatico (Felis silvestris) sono catalogati tra i più diffusi piccoli mammiferi della zona. Le praterie sono particolarmente importanti per gli animali erbivori, quando la foresta non può offrire alcun tipo di nutrimento in inverno. Un branco di cinghiali alla ricerca di bacche e di larve di insetti può percorrere un’intera prateria in una sola notte. 

E’ interessante osservare due rapaci diurni, l’albanella minore (Circus pygargus) e l’albanella reale (Circus cyaneus), sorvolare la prateria di Dreiborn a caccia di prede fino alla migrazione.

L’acqua sotto tutte le sue forme

Se si considera la portata annuale delle precipitazioni, il Nord dell’Eifel è una regione caratterizzata da montagne di media altezza, piovosa e ricca di acqua. Attenzione! C’è acqua e acqua: in questa regione l’acqua si trova in diverse forme, acqua corrente (fiumi), e acqua stagnante (laghi, stagni, e paludi). I grandi laghi di ritenuta costituiscono un caso a parte, dal momento che si tratta di acque correnti che, una volta trattenute da una barriera, diventano acque stagnanti artificiali. In base al tipo di acqua, l’ecosistema é differente.

I ruscelli, un’arteria vitale dell’Eifel

Diversi dipi di ruscelli scorrono nell’area: 

  • i ruscelli naturali su un letto argilloso, che scorrono nelle strette valli; 
  • i ruscelli delle praterie su un letto di sappia o di ghiaia, serpeggianti con nonchance tra le larghe valli.

Sulle rive e nei fiumi vivono numerose specie vegetali ed animali, caratteristiche della zona: (pesci, libellule, coleotteri d’acqua, plecotteri d’acqua, effemeridi, tricopteri e muschi fluviali. 

Le fonti rappresentano un ecosistema importante. Pressoché in tutte le praterie e foreste, le acque sotterranee affiorano in superficie sotto forma di fonte che cola goccia a goccia. Una fauna e una vegetazione specifica si sono sviluppate in prossimità dell’acqua di fonte, costantemente fredda e ricca di ossigeno.

Tra gli animali più diffusi nell’ecosistema acquatico dell’Eifel, sono annoverate alcune specie minacciate in Renania Westfalia, come il martin pescatore e la salamandra.

Le acque stagnanti

Ricche di specie vegetali ed animali (piante acquatiche, canneti, graminacee, arbusti e cespugli, mammiferi tra cui il castoro, uccelli, pesci, anfibi, libellule, coleotteri, pulci d’acqua), queste acque formano un ecosistema molto complesso, che gli amanti della natura hanno la possibilità di osservare come un microcosmo in un bicchiere di vetro.

Le dighe, monumenti architettonici e preziosi ecosistemi

E’ da notare la particolarità della diga dell’Urft, situata nel cuore del Parco Nazionale. Fa parte di una catena di dighe situate lungo il corso della Ruhr, di cui il Lago Superiore (Obersee) e la diga della Ruhr Schwammenauel fanno parte.

La diga dell’Urft contiene all’incirca 45 milioni de m³ di acqua. La sua costruzione risale all’inizio del XX secolo. Ha la funzione di proteggere le acque alte, di fornire acqua alle industrie situate lungo il corso della Ruhr e di produrre energia.

Essa rappresenta un importante ecosistema per gli animali. Qui covano differenti specie di uccelli. In inverno ci si accorge della presenza di uccelli acquatici, che sull’acqua costruiscono nidi. I laghi artificiali, formatisi grazie alla diga, costituiscono una fonte alimentare ideale per i rapaci ed i pipistrelli, dal momento che le rive forniscono un rifugio per le prede. In mezzo al lago si trova l’Isola di Krummenauel, un rifugio selvaggio non accessibile all’essere umano. 

Tutto questo e molto altro é l’Eifel! Una terra tutta da scoprire ed esplorare….

Wintersonnenaufgang

Himmel, Abendhimmel, Abendrot

Wald Waldrand Lichtung Wiese Löwenzahn Blumen Blume Blüten Blüte Frühling Gelb Grün Äste

 

Wildpark Daun rotwild damwild wald lichtung bäume baum tiere herde

tier weiß vogel vögel

Venn,Brackven

blumi,Rurberg,rotkehlchen

Eis, Eiszapfen, Wasserfall, Klidinger Wasserfall, Schießlay

Wasserfall, Eis, Klidinger Wasserfall, Schießlay

Feuersalamander

Müllenborn, Vulkaneifel, Eifelwasser, Wasserfälle

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Questo post e’ dedicato al primo posto che ho visitato qui a Kerkrade, dove ora vivo da un mese esatto…

E’ un luogo incantevole, dove l’arte, la natura e la storia collimano tra di loro e si fondono in un’armonia perfetta…Si tratta di un complesso abbaziale romanico in perfetto stato; per gli amanti del genere, come me, si tratta di una vera e propria chicca tutta da scoprire!

Interessante e meraviglioso constatare quanti splendidi luoghi ci sono nel nostro mondo, una vita intera non basterebbe a scoprirli e visitarli tutti, o forse si’, basterebbe impegnarsi un po’…Purtroppo la vita lavorativa, lo stress e la routine non ce lo consentono, a menoche’ non si lavori nel settore…In questa zona lavorare nel campo Arte e Cultura e’ molto piu’ facile, sarebbe bellissimo se anche in Italia fosse cosi’…

L’articolo che riporto e’ scritto sia in inglese che in tedesco per riportare quel senso di internazionalismo che si e’ un po’ perso da un po’ di tempo a questa parte, o forse non si e’ mai completamente applicato…Peccato, perche’ una visione internazionale migliorerebbe la situazione, almeno credo…Soprattutto nella nostra chiusa, conservatrice ed antiquata Italia, dove tutto sembra essersi fermato in una dimensione orribile…Fatto paradossale, dal momento che la nostra Nazione e’ colma di tesori unici ed inimitabili, che, inutile dirlo, andrebbero valorizzati nel giusto modo, con la giusta dovizia, i dovuti investimenti e con una corretta e pulita politica culturale…Paroloni utopici, ma che, nei miei sogni, regnano sempre…

 

English Version

“In 1104, a young priest by the name of Ailbertus van Antoing appeared in the Land of Rode, accompanied by two followers. It was their wish to found a religious community somewhere since they had become dissatisfied with the lack of discipline in the collegiate church at Tournai (in present-day Belgium) from where they came.
Adelbert, Count of Saffenberg from Mayschoß an der Ahr (in the German Eifel), who was in possession of the castle in Herzogenrath, gave them permission to settle on a tract of his land and to build a small chapel.

The wealthy Embrico von Mayschoß and his family decided to join Ailbertus and donated all his possessions to the young community. In 1106, they started to build a stone crypt and laid the foundations to the future monastic church. The crypt was finished in 1108.

After a difference of opinion with Embrico, Ailbertus departed in 1111. He died in Sechtem, near Bonn in 1122. In 1895, the bones, thought to be those of Ailbertus, were transferred to Rolduc and interred in the crypt built by himself and Embrico.

The first abbot of the monastic community was Abbot Richer who came from Rottenburch in Bavaria. The community was made up of canons regular (Augustinians) who initially lived according to extremely strict principles. Community life, prayers, lack of possessions, fasting and manual work were all part and parcel of the daily cycle.

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The abbey was called Kloosterrade, and later, from the 18th century onwards, the French name for Herzogenrath (Rode-le-Duc = Rolduc) was adopted.

After guardianship of the abbey fell into the hands of the Duchy of Limburg in 1136, Kloosterrade was considered to be their family church. Several dukes are buried at Rolduc, such as Walram III. His tombstone can be found in the main aisle of the church.

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From the mid-12th century to the end of the 13th century the abbey flourished. In 1250 the abbey owned more than 3,000 hectares of land and the number of regulars grew steadily.

The library developed into one of the most important of its age and the Abbey provided pastoral and spiritual care to many parishes throughout the Netherlands.
Other communities were founded by Kloosterrade: Marienthal in the Ahr valley of the Eifel, Sinnich near Aubel (B) and Hooidonk near Eindhoven. Five communities in Friesland were placed under the authority of the Abbot of Kloosterrade, the most important of these being the Abbey of Ludingakerke.
 

During the 14th, 15th and 16th centuries times were harder for Kloosterrade in both spiritual and material terms. The buildings and fabric paid a heavy price during the Eighty Years War.
After ca. 1680, abbots Van der Steghe and Bock succeeded in introducing a more disciplined regime in the community, despite the strident protests of most regulars.
Materialistically, the abbey began to prosper once again and revenue was generated from the exploitation of the coal mines. In around 1775, Kloosterrade employed 350 mineworkers.
The abbey was dissolved by the French occupiers in 1796 and the canons regular were forced to leave the community.

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The buildings at Rolduc stood empty for 35 years, before Rolduc was recommissioned for use as a seminary by the Diocese of Liège. After Belgian independence, this seminary moved to St. Truiden in Belgium and Rolduc became a boarding (grammar) school for boys from well-to-do Dutch families. From 1946 to 1967, the buildings were used to accommodate a seminary, but now under the auspices of the Diocese of Roermond.
The boarding school closed in 1971.

Since then, the former abbey has been home to the Rolduc hotel and conference centre (Conferentieoord & Hotel Rolduc) the seminary of the Diocese of Roermond and College Rolduc, a secondary school.

In order to maintain the cultural and spiritual heritage of Rolduc, there is close contact with Stichting Lève Rolduc and other interested organisations.

 

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Crypt and church

The crypt and the choir and chancel above have a cloverleaf pattern. The western-most part of the crypt (the stem of the cloverleaf) was built later. When the crypt was consecrated in 1108, it was smaller than it is today.
The crypt and the abbey are dedicated to the Virgin Mary and the archangel Gabriel, which is why scenes of Gabriel’s appearance to Mary are widespread throughout Rolduc. Remarkable is the fact that the columns in the crypt all have a different design.
The chancel above the crypt was completed in 1130 and eight years later the northern and southern transepts were constructed. The crossing had not yet then been raised, so that it was flanked by two wings on the same level. This transversal gallery consisted of three sections, the roofs of each comprising a vaulted ceiling supported by columns. In 1143, the church was extended westwards with a further three sections. In the original design, two smaller sections in the side aisles were planned to the south of these three sections.
This plan was changed during construction. In the second (and later in a fourth) section, the aisles on either side were raised to the same height as the nave to form so-called pseudo transepts, so that on the outside of the church they look like transepts, whereas in fact they do not extend beyond the foundation plan of the church. These pseudo-transepts were not initially intended to be aesthetic, but designed to give better support to the vaults and to allow more light into the church. The same construction method was also used in the older Mariakerk (now demolished) in Utrecht and later used in the Onze Lieve Vrouwekerk in Maastricht. When the three sections of the nave were completed in 1143, a solid enclosing wall was built at the end of the third section. This third section was not yet then vaulted and in 1153, the thatched roof was replaced by tiles.
Later in the twelfth century, the exact date is not known, a fourth section was built and the church extended further westwards. Originally, this would have consisted of a middle section (on which the tower now stands) and two lower side aisles.
The tower extended no further upwards than the ledge that can be seen on the outside under the gothic windows.
  
 
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The westwork would originally have been much lower and compacter than now. The church was completed and consecrated in 1209. Prior to 1225, the crypt was extended westwards, the stem of the cloverleaf, as it were, being made longer. The choir above it was consequently raised along the same length. This raised section, in the crossing, likewise cut the transepts in two. In the sixteenth century, in line with the fashions of the time, the Romanesque trimmings were removed from the crypt and the choir and replaced with Gothic designs.
  
 The two side recesses of the crypt and choir were demolished and the circular windows replaced with perpendicular ones. In the mid-eighteenth century, the crypt was plastered in rococo style.
The choir stalls were installed on the crossing in the choir in the seventeenth century. Their carvings are simple but powerful in design. A tower was constructed on the westwork in 1624 and in 1678, its stone steeple was replaced by one made in timber with slates.
In 1853, the young architect, P.H.J. Cuypers, was commissioned to restore the crypt and to reinstate as much as possible the original Romanesque fabric. The first restoration projects were also carried out on the church at the same time. Restoration of the church was resumed in 1893, including the reconstruction of the side recesses in the cloverleaf layout. As faithful as possible a reconstruction of the old chancel was carried out on the basis of the old foundation plans that had been found. The frescoes were painted between 1894 and 1902 by the Aachen-based priest, Goebbels. The tombstones of the abbots in the side aisles were removed and placed vertically outside the church and against the walls in the transept.
  
 

Other buildings

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The abbot’s lodging, which now forms the entrance to Rolduc, and the adjacent corner tower, were built by Abbot van der Steghe in Maasland Renaissance style between 1671 and 1676.
From both inside and outside, they give an impression of grandeur, reflecting to some extent the status of the abbots, who had been rewarded with the right to wear the mitre ever since the time of van der Steghe.
  
 The quadrangle, which housed a courtyard surrounded by the cloisters to the north of the church show little of the original form which was less elevated than today. The western side is more or less original, but the other sides have been raised and altered in the course of time.

The eastern wing, which looks directly onto the gardens, was built by Moretti, an Aachen-based architect between 1752 and 1754.
The splendid library which it houses has plasterwork designed in late eighteenth century rococo style.
To the south of the main complex is a farmstead dating from the end of the eighteenth century. For a long time it remained in private hands, but was bought back by Rolduc in 1980 and restored.

The southern wing, on the right-hand side when you are facing the church, was built in 1848 as a school.
  
Between 1970 and 1990, the building that make up Rolduc, including the crypt and the church with their frescoes, underwent major restoration work.
In 1992, Rolduc received the Europa Nostra Award, a prize awarded in recognition of projects that contribute to the upkeep of the European cultural heritage.

 

Deutsch Version

 “Im Jahr 1104 erschien der junge Priester Ailbertus van Antoing mit zwei Mitbrüdern im Land van Rode. Sie wollten eine eigene Klostergemeinde gründen, weil ihnen die Zucht in ihrem Kloster in Doornik nicht streng genug war.
Von Adalbert, Graf van Saffenberg aus Mayschoss an der Ahr und Eigentümer der Burg von ’s-Hertogenrade (das heutige Herzogenrath), erhielt er ein Stück Land, auf dem er eine einfache Unterkunft und eine kleine Holzkapelle errichtete.

Der reiche Embrico van Mayschoss schloss sich mit seiner Familie der kleinen Gemeinde von Ailbertus an und schenkte ihr seine gesamten Besitztümer. So konnte 1106 mit dem Bau der Krypta und der Errichtung der Fundamente der zukünftigen Klosterkirche begonnen werden. Die Krypta wurde 1108 fertig gestellt.

Nach Uneinigkeiten mit Embrico zog Ailbertus 1111 weg. Er starb im Jahr 1122 in Sechtem bei Bonn. 1895 wurden die sterblichen Überreste von Ailbertus nach Rolduc überführt und in der dort von ihm und Embrico errichteten Krypta beigesetzt.

Erster Abt des Klosters wurde Richer aus Rottenburch in Bayern. Die Gemeinschaft wurde ein Kloster der Augustiner-Chorherren, in der anfänglich nach sehr strengen Regeln gelebt wurde. Im Mittelpunkt des Ordenslebens standen das Leben in der Ordensgemeinschaft, das gemeinschaftliche Chorgebet, der Verzicht auf Privateigentum, strenges Fasten und harte körperliche Arbeit. Die Abtei wurde Kloosterrade genannt. Später, seit dem 18. Jahrhundert, wurde die französische Übersetzung von ’s-Hertogenrade (Rode-le-Duc = Rolduc) verwendet.

Nachdem die Herzöge von Limburg 1136 die Schirmherrschaft über die Abtei erhielten, wurde Kloosterrade ihr Familienkloster. Mehrere Herzöge wurden in Rolduc begraben, u.a. Walram III von Limburg. Sein Grab befindet sich im Mittelgang der Kirche.

Mitte des 12. Jahrhunderts begann die Blütezeit der Abtei, die bis weit in das 13. Jahrhundert reichte. Um 1250 hatte die Abtei etwa 3000 Hektar Grundbesitz und die Zahl der Klosterbrüder stieg unablässig.

Die Bibliothek entwickelte sich zu einer der bedeutendsten ihrer Zeit, und die Abtei lieferte die Seelsorger für zahlreiche Pfarrgemeinden.
Kloosterrade stiftete mehrere Tochterklöster: Marienthal im Ahrtal, Sinnich bei Aubel und Hooidonk bei Eindhoven. Fünf weitere Klöster in Friesland unterstanden der Autorität des Abtes von Kloosterrade. Die Abtei von Ludingakerke war die wichtigste.

 Im 14., 15. und 16. Jahrhundert erlebte die Abtei eine lange Periode des geistigen und materiellen Verfalls. Die Gebäude hatten schwer unter den Verwüstungen des Achtzigjährigen Kriegs zu leiden.
Erst 1680 gelang es den Äbten van der Steghe und Bock gegen den Widerstand der meisten Klosterbrüder, erneut eine strenge Ordensregel einzuführen.
Auch in materieller Hinsicht begann eine neue Blütezeit: dies war vor allem auf die Einnahmen aus dem Abbau von Steinkohle zurückzuführen. Um 1775 beschäftigte Kloosterrade 350 Grubenarbeiter.
1796 wurde die Abtei von den Franzosen aufgelöst, die Chorherren mussten die Abtei verlassen.

Die Gebäude standen daraufhin 35 Jahre lang leer. 1831 wurde das Priesterseminar des Bistums Lüttich in Rolduc gefestigt. Nach der Trennung Belgiens von den Niederlanden zog dieses Seminar nach St. Truiden und wurde Rolduc ein Internat mit Gymnasium und Realschule für die Söhne der mehr oder weniger begüterten niederländischen Bourgeoisie. Zwischen 1946 und 1967 war es wieder ausschließlich ein Kleinseminar, diesmal des Bistums Roermond.
Das letztendliche Internat wurde 1971 geschlossen.

Krypta und Kirche

Die Krypta und der später darüber errichtete Altarraum haben eine Kleeblattform. Der westlichste Teil der Krypta (der hintere Teil des Kleeblattstiels) wurde später errichtet. Bei ihrer Einweihung im Jahr 1108 war die Krypta also kürzer als heute.
Krypta und Kloster wurden der Jungfrau Maria und dem Erzengel Gabriel geweiht.
Aus diesem Grund findet man noch an vielen Stellen des Gebäudes Darstellungen der Verkündung Gabriels an Maria. Es fällt auf, dass alle Säulen der Krypta unterschiedlich sind.

1130 wurde über der Krypta der Altarraum der Kirche errichtet. Acht Jahre später wurden die Querschiffarme gebaut: das linke und rechte Querschiff mit dem dazwischen liegenden Teil. Der Mittelteil war damals noch nicht erhöht, da die Krypta noch nicht verlängert worden war. Vor dem Altarraum lag somit ein langer Quersaal, der von links nach rechts aus drei Gewölbefeldern (Travéen) bestand (Travée = Teil der Kirche, der mit einem Gewölbe überdacht ist, das auf Pfeilern ruht). 1143 wurde die Kirche in westlicher Richtung um drei Gewölbefelder verlängert. Beim ursprünglichen Plan sollten auf der Seite jeder Travée zwei kleinere Travéen in den Seitenschiffen errichtet werden.
Während des Baus wurde der Plan geändert. Bei der zweiten Travée (und später auch bei der vierten) hat man nicht zwei kleinere Travéen in den Seitenschiffen angebracht, sondern die Seitenschiffe als Ganzes erhöht. Dadurch entstanden die so genannten Pseudo-Querschiffe. Von außen hat es den Anschein, als ob neben der zweiten und vierten Travée des Mittelschiffs kleinere Querschiffe vorhanden seien, was jedoch nicht der Fall ist. Sie gehen nicht über die Fundamente des Kirchenschiffs hinaus. Diese Pseudo-Querschiffe waren nicht direkt von ästhetischer Bedeutung. Sie dienten der zusätzlichen Abstützung der Gewölbe und der Vergrößerung des Lichteinfalls. Die gleiche Bauweise war bei der älteren und inzwischen abgerissenen Mariakirche in Utrecht verwendet worden und wurde etwas später auch bei der O.L.-Vrouwekerk in Maastricht angewandt. Nach der Fertigstellung der drei Travéen im Jahr 1143 wurde hinter der dritten Travée eine schwere Abschlussmauer errichtet. Diese hinterste Travée hatte damals noch kein Gewölbe. 1153 wurde das Stroh des Kirchendachs durch Dachpfannen ersetzt.
Später im zwölften Jahrhundert, das genaue Datum ist nicht bekannt, wurde die vierte Travée gebaut und der westliche Gebäudeteil errichtet. Ursprünglich bestand er aus einem Mittelteil (auf dem jetzt der Turm steht) und zwei niedrigeren Seitenflügeln.
Der Turm reichte damals bis zu dem Gesims, das jetzt an der Außenseite unter dem heutigen gotischen Fenster zu sehen ist.

Die Vorderansicht der Kirche war anfänglich also niedriger und gedrungener als heute. Im Jahr 1209 war die Kirche fertig und wurde sie eingeweiht. Noch vor 1225 wurde die Krypta in westlicher Richtung vergrößert, der Stiel des Kleeblattes wurde verlängert. Auch der Altarraum wurde damals entsprechend verlängert und erhöht. Seither spaltet dieser erhöhte Altarraum das Querschiff in zwei Teile. Im sechzehnten Jahrhundert wurden Krypta und Altarraum dem Zeitgeist entsprechend der gotischen Bauweise angepasst, wobei die romanischen Elemente beseitigt wurden.
Die zwei Seitenschiffe der Krypta und des Altarraums wurden abgerissen, die runden Fenster durch spitze Fenster ersetzt.
 

Mitte des achtzehnten Jahrhunderts wurde die Krypta mit Stuckarbeiten im Rokokostil versehen.
Zu Beginn des siebzehnten Jahrhunderts wurden die Chorbänke vorne im Altarraum aufgestellt. Sie sind mit einfachen und ausdrucksvollen Schnitzereien versehen. 1624 wurde auf dem Westteil des Gebäudes ein Turm errichtet. 1678 wurde dessen Steinspitze durch eine Holzkonstruktion ersetzt, die mit Schiefer bedeckt wurde.
 
1853 erhielt der junge Architekt P.H.J. Cuypers den Auftrag, die Krypta zu restaurieren und dabei den inneren Teil möglichst in den alten romanischen Zustand zurückzuversetzen. Auch an der Kirche wurden erste Restaurationsarbeiten vorgenommen. 1893 wurde die Restauration der Kirche fortgesetzt, unter anderem durch den Wiederaufbau des Altarraums mit drei Trompetengewölben. Ausgehend von den wiederentdeckten alten Fundamenten wurde er alte Altarraum so gut wie möglich rekonstruiert. Die noch heute vorhandenen Wandmalereien wurden zwischen 1894 und 1902 von Kanonikus Göbbels aus Aachen angebracht. Die Grabsteine, die die Gräber der Äbte bedeckten, wurden vertikal außerhalb der Kirche und gegen die Mauern der Seitenschiffe aufgestellt.

Weitere Gebäude

Die Abtwohnung, das heutige Vorderhaus mit seinem großen Eckturm, wurde zwischen 1671 und 1676 von Abt van der Steghe im maasländischen Renaissance-Stil errichtet.
Dieses stattliche Gebäude vermittelt etwas vom Grandeur der Äbte, die seit van der Steghe das Recht hatten, die Bischofsmütze zu tragen.
 
Der Klosterhof, ein umschlossener Garten, der sich innerhalb der Kreuzgänge an der Nordseite der Kirche befindet, weist kaum noch etwas von seiner ursprünglichen Form auf. Ursprünglich war er weniger tief. Der westliche Flügel ist noch größtenteils im Originalzustand erhalten geblieben, die anderen Flügel wurden im Laufe der Zeit verändert und erhöht.

Der östliche Flügel, auf der Seite des einstigen Cour (Spielplatz), wurde zwischen 1752 und 1754 vom Aachener Architekten Moretti geschaffen.
Der reich verzierte Bibliotheksaal weist Stuckarbeiten im späten Rokokostil aus dem 18. Jahrhundert auf.
Auf der Südseite des Geländes befindet sich das Klostergehöft aus dem späten achtzehnten Jahrhundert. Es war lange in Privatbesitz. 1980 wurde es von Rolduc zurückgekauft und restauriert.

Der südliche Flügel des Vorplatzes, auf der rechten Seite der Kirche, wurde 1848 als Unterrichtsgebäude errichtet.
Zwischen 1970 und 1990 wurden die Gebäude von Rolduc, auch die Kirche und die Krypta mit ihren Wandgemälden, eingehend restauriert.

1992 erhielt Rolduc den Europa Nostra Award. Dieser Preis wird für Restaurierungen verliehen, die zum Erhalt des europäischen kulturellen Erbes beitragen.


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