I DISTURBI NELLA RELAZIONE DI COPPIA
Un vecchio proverbio dice: «il matrimonio (o la convivenza) è la tomba dell’amore». Vivere in coppia, in effetti, significa anche aver calcolato il rischio di istituzionalizzare i sentimenti, e la necessità di strutturare una relazione e di sviluppare sistemi per fuggire alle contraddizioni. Ciò che veramente può finire con il matrimonio è l’ebbrezza della passione, quello stato affettivo di intensa fusione che caratterizza la relazione agli inizi, in cui però, spesso, ciascuno dei due partner è innamorato più dell’amore che dell’altra persona. E se l’amore sopravvive, c’è sempre un processo difficoltoso di prove da superare, che imponiamo a noi stessi e all’altra persona. Ammettere che l’altro non è un angelo né un demone, ma soltanto un essere umano, può essere un fatto doloroso perché, accettando i limiti autenticamente umani dell’altro, siamo costretti ad abbandonare le nostre illusioni idealizzanti. Che il sesso cementi l’amore è un’opinione che incontra il consenso generale e, se due partner hanno un’intesa sessuale soddisfacente per entrambi, è più probabile che la coppia resista e che il legame si rafforzi, nonostante le inevitabili divergenze, i disaccordi, la quotidianità. Spesso certi comportamenti, come la mutua imposizione di ruoli fissi e rigidi, sono pericolosi per il sistema della vita in comune, così come per la sessualità. Si registrano, però, anche situazioni nelle quali i due partner si distruggono vicendevolmente negli ambiti non sessuali del rapporto, ma trovano a letto l’accordo perfetto. In buona parte dei casi una vasta gamma di manovre di sabotaggio sessuale viene utilizzata per esprimere ostilità, collera nei confronti del coniuge, lotte di potere, rifiuto, delusioni. Un comportamento che inibisce la sessualità dell’altro è creare pressioni e tensioni prima di fare l’amore: proprio in quel momento il coniuge sabotatore inizia un litigio o dice qualcosa che suscita la collera o l’ansia dell’altro. Un altro è il ritardare l’atto sessuale quando il partner lo desidera ed esigerlo quando l’altro non ne ha voglia. Oppure, ci si rende particolarmente sgradevoli e poco attraenti, in modo da scoraggiare le avance del partner. Anche alcune particolari richieste espresse da uno dei due partner per aumentare il proprio livello di eccitazione possono essere sadicamente frustrate dall’altro: avviene per esempio se all’uomo piace che la donna muova i fianchi e la donna giace immobile; se l’uomo ha bisogno di sentirsi amato, desiderato, ma la donna è stanca e gli si concede tanto per fargli un favore; se alla donna piace muoversi attivamente, ma l’uomo la inchioda al letto e insinua che le altre donne con cui è stato non avevano bisogno di cose del genere, e così via. Gli individui sono raramente coscienti di questo tipo di dinamiche, e non sempre manovre di sabotaggio sono sintomo di ostilità nei confronti del partner. Spesso, invece, sono la conseguenza di problemi psichici, dell’ansia e dell’insicurezza del coniuge a proposito del proprio «funzionamento» sessuale. La coppia che non riesce a comunicare sul piano sessuale si trova in difficoltà per una grande varietà di cause, e non di rado la mancanza di apertura nella sfera sessuale è soltanto la spia di una difficoltà più ampia: l’ansia da prestazione, per esempio, spesso è lo specchio di una più generale paura di insuccesso nella vita. Altra causa frequente di crisi coniugale è la paura dell’intimità, a volte infatti le persone sembrano essere più spaventate dall’intimità che dal sesso. Si preferisce guardare la televisione e giocare a carte piuttosto che conversare intimamente, essere spettatori piuttosto che a partecipare insieme a qualcosa. Se vi sono problemi nei confronti dell’intimità, i due partner entrano in ansia quando la vicinanza si fa troppo stretta, di conseguenza uno dei due fa in modo di creare una certa distanza. A farne le spese, a lungo andare, è tutta la vita di coppia.
La terapia moderna: la teoria sistemica
Secondo gli studi dei terapeuti della coppia, al momento del matrimonio marito e moglie hanno già fissato una modalità di interazione reciproca. Lo sviluppo di una relazione coniugale soddisfacente consiste essenzialmente nell’elaborazione di una serie di accordi condivisi, per lo più non discussi. Le regole sono essenzialmente di tre tipi:
  • regole che la coppia stabilisce apertamente (per esempio quella per cui ognuno ha diritto a frequentare i suoi amici);
  • regole di cui una coppia non ha mai parlato ma su cui trova l’accordo (per esempio quella per cui il marito deve consultare la moglie prima di prendere decisioni importanti, e viceversa);
  • regole che appaiono chiare a un osservatore esterno, ma che la coppia molto probabilmente negherebbe (per esempio se uno dei due accusa sempre e l’altro deve sempre difendersi, e mai viceversa).

Anche nel caso in cui i coniugi pensano di comportarsi sempre e solo spontaneamente, essi hanno comunque stabilito tacitamente la regola di seguire un certo comportamento. Non solo la coppia si dà un insieme di norme, ma deve anche accordarsi su chi dei due legiferi per ogni area del matrimonio, e deve altresì decidere le norme da seguire per risolvere un eventuale disaccordo. Queste ultime sono dette «metaregole», si tratta di regole che disciplinano le regole. Ciascuna regola stabilita dalla coppia definisce un certo tipo di relazione: la regola secondo la quale il marito deve sostenere la moglie quando questa si trova in difficoltà definisce una relazione complementare; oppure l’accordo secondo cui la moglie ha diritti pari a quelli del marito in materia di bilancio, definisce una relazione simmetrica in un matrimonio riuscito. La coppia è in grado di stabilire relazioni simmetriche e complementari nelle diverse aree del matrimonio, ma se uno dei due coniugi ha avuto nel passato un’esperienza negativa, tenderà a preferire una relazione simmetrica e avrà difficoltà ad accettare l’atteggiamento protettivo del partner. Il conflitto interno di una coppia può verificarsi a diversi livelli e può consistere nel disaccordo sulle norme che regolano la vita comune, nel disaccordo su chi abbia il diritto di stabilire queste norme e nei tentativi di imporre regole incompatibili tra di loro. Se nella coppia non si riesce a esprimere quello che ciascuno pensa, vengono utilizzate tecniche di copertura per evitare discussioni inerenti la regolamentazione di una o più aree della relazione. Non è detto poi che, quando si discute si raggiunga sempre un accordo: lo scontro si verifica più facilmente sul problema di chi abbia il diritto di stabilire le regole, ed è molto più facile discutere su quale regola seguire piuttosto che su chi abbia il potere di stabilirla. Come in ogni lotta per il potere sono usate minacce, chiusure, sabotaggi, resistenza passiva, e se i due partner comunicassero con messaggi a un solo livello, non si verrebbero a creare dei conflitti in serie. Per esempio: la moglie che dice al marito di pulirsi le scarpe segnala che la loro relazione dovrebbe essere simmetrica, tutti e due devono pulire le proprie scarpe. Ma nel momento in cui lo dice, la moglie definisce anche che la relazione è complementare, perché è lei che dà ordini ed è lui che deve seguirli. Il marito, quindi, se si pulisce le scarpe accetta la relazione simmetrica, ma se esegue gli ordini della moglie accetta anche una relazione complementare in cui non è lui a tenere il bastone del comando. In frangenti come questi è probabile che egli reagisca con uno scatto di rabbia di cui non capisce, in realtà, il motivo e anche la moglie si arrabbi, a sua volta, non comprendendo perché il suo marito abbia reagito male a una richiesta così semplice.

Le dinamiche della vita coniugale
l’attrazione che due partner provano l’uno per l’altra e che dà avvio alla formazione della coppia dipende da un certo numero di desideri coscienti ma anche da meccanismi inconsci. Può succedere ad esempio che taluni percependo se stessi insicuri, scelgano un partner che appare loro rassicurante. La ricerca di rassicurazione evoca il bisogno di sicurezza infantile e nuovamente un rapporto regressivo con le figure parentali interiorizzate(ossia si cerca di ripetere il rapporto che avevano i nostri genitori tra loro). D’altro canto alcun individui non riescono mai raggiungere lo scopo della loro interminabile ricerca del partner ideale. A causa di un conflitto edipico mai superato si produce un’inconscia idealizzazione del genitore di sesso opposto, tale da rendere imperfetto qualsiasi partner reale. Questa situazione intrapsichica si traduce in volubilità come è il caso di chi s’innamorò continuamente di persone diverse. In questo contesto ci si creano una serie di miti intrafamiliari che dovrebbero servire a spiegare il perché di certe situazioni. Sia in senso positivo, richiamando ad esempio continuamente una figura appartenente alla famiglia del passato, sia in senso negativo scaricando le colpe su un personaggio che ha avuto a che fare con la nostra educazione passata. Va tenuto presente che il rapporto di coppia parte con un equilibrio una lotta dei rispettivi narcisismi, la capacità di amare in modo adulto è un punto di arrivo nell’organizzazione del soggetto; in questo senso l’amore coniugale è rispetto all’amore passione una sorta di amore appreso in seguito alle peripezie della vita in comune. Si tratta di un’acquisizione che comporta superamento dei rispettivi narcisismi, presupposto indispensabile affinché l’altro sia amato e apprezzato per quello che è veramente.
Le problematiche di maternità e paternità
Quanto più maturo sarà rapporto coniugale tanto più chiara sarà la motivazione ad avere dei figli. In questo caso il figlio sarà la realizzazione di un desiderio reciproco. Ma la complicazione del rapporto coniugale provocherà sorprese emotive di fronte al terzo incomodo. La nascita di un figlio infatti, produce un cambiamento evidente nella vita di coppia, ma soprattutto trasforma l’innamoramento cioè quello stato di estasi, di straordinarietà sentimentale, in amore. Francesco Alberoni dice che l’innamoramento è lo stato nascente di un movimento collettivo a due, quando il figlio diventa oggetto d’amore di entrambi, il rapporto tra due partner dipende dall’esistenza di un terzo, non più da loro due soltanto. A una struttura intrinsecamente instabile come l’innamoramento si è sostituita una struttura potenzialmente permanente, cementata dalla nascita del figlio. Spesso però la convinzione che un figlio consolidi l’amore o ponga rimedio ad un amore in pericolo è, certamente una verità, ma spesso un fatto e un risultato puramente formale. Non dimentichiamo che sottoposta alla prova della gravidanza la donna attraversa una crisi narcisistica, accompagnata da tutti i pericoli di regressione e squilibrio che la cosa comporta.La libido che prima era rivolta verso il marito diventa quasi una forma immaginaria di ammirazione narcisistica per se stessa ,dove il nascituro diventa il suo modo di rimanere aggrappata al reale.La nascita del figlio se vissuta in modo squilibrato e senza comunicazione con il partner, ovvero senza quella convinzione inconscia del proprio amore per l’altro,rappresenta un fattore di squilibrio nel quale l’uomo diventa geloso del nuovo arrivato verso il quale sente che sono rivolte tutte le attenzioni e i sentimenti della donna e la donna effettivamente arriva a trascurare come partner il marito perchè presa dalle incombenze materne. Nella donna talvolta il ruolo materno e quello sessuale non si integrano ed essa tende a sopravvalutare il primo sopratutto a svantaggio del secondo.In questo caso l’uomo si trova escluso ,anche se per ragioni culturali ,dal contatto assiduo con il figlio durante la prima infanzia .Ciò può alla fine aggravare una relazione di coppia nella quale siano già presenti difficoltà di ordine psicologico.