Un’altra piccola digressione musicale, che riguarda una band emergente di cui ho già parlato, ovvero la Joker Gang. Stavolta mi voglio cimentare con l’analisi di un pezzo che, fra tutti quelli partoriti dal progetto, mi ha colpita particolarmente, mi ha commossa e mi ha movimentato l’anima…Il pezzo in questione è Il Giardino di…Joker Gang. Come molti appassionati di musica potranno intuire, già nel titolo si trovano ben due richiami:

– alla band Giardini di Mirò, di cui, per chi non la conoscesse, facciamo un breve accenno biografico: provengono dalla provincia reggiana. La musica del gruppo vive però di influenze anglossassoni, in particolar modo inizialmente si rifà al post rock per arrivare ora ad un suono proprio che è in un mix di psichedelia,  shoegaze, dream pop, noise, post punk, musica d’autore e molto altro. hanno contribuito allo sviluppo della scena “indie-rock” italiana a cavallo tra fine Novanta e nuovo millennio. Dal post-rock degli esordi, la loro musica si è progressivamente evoluta, assorbendo influenze, soprattutto anglosassoni, ma senza rinunciare a una sua peculiarità tutta italiana. Oggi, per i cinque di Cavriago, è il momento della maturità. Non pare fuori luogo, nel loro caso, parlare di post-rock. La musica della formazione di Cavriago, tuttavia, ha anche una sua peculiarità “mediterranea” che la allontana da possibili modelli anglosassoni. Le parti di chitarra, lineari e melodiche, partono quasi sempre da arpeggi avvolgenti e si evolvono in una serie di esplosioni a catena, dove emergono brandelli ben metabolizzati di Sonic Youth e suggestioni psichedeliche. Una formula che ha subito negli anni progressive contaminazioni ed evoluzioni;

– Il pezzo dei Timoria , Il Giardino di Daria, tratto dall’album Eta Beta (1997), probabilmente il disco più difficile dei Timoria, un album di rottura arrivato al culmine di un periodo che porterà la band e Francesco Renga a dividersi. Eta Beta è un ulteriore passo in avanti rispetto al sound già potente di 2020 e Viaggio senza vento. La musica dei Timoria si fa più “europea”, con sperimentazioni e nuovi suoni che spaziano dal Rock al Dub. Numerose le collaborazioni, tra cui spiccano quelle con Leon Mobley, percussionista di Ben Harper, David “Fuze” Fiuczynski, virtuoso chitarrista di New York e Luca “Zulu” Persico dei 99 Posse. Alle canzoni sono spesso alternate poesie ed haiku di Omar Pedrini, Lawrence Ferlinghetti e Fausto Pirito. Il pezzo è profondamente simbolico, criptico, introspettivo, con riferimenti ad una bucolica malinconia e ad un languore esistenziale in cui, però, il barlume di speranza c’è, tenuto acceso da uno scambio amoroso reciproco e da un affetto corrisposto… Ecco qui il testo e il pezzo:

Il giardino di Daria

(Carlo Alberto Pellegrini, Omar Pedrini)

Guardami, ascoltami
e vedremo l’erba crescere
albero, nascondimi
una foglia basterà per me
sono io lo spirito
vivo nel giardino e vedo lei
nessuno può vedermi ma
Daria il segreto già lo sa
viene qui se soffre un po’
e cresco io con le sue lacrime
e sarò il fiore re
la regina certo sarà lei
rispetta la mia libertà
Daria il segreto già lo sa
vive come noi, ama come noi
ride come noi, non cambiare!
ridono i fiori miei
le sue mani mi accarezzano
sfiorano i miei petali
e non serve una parola sai
nessuno può capire ma
Daria il segreto già lo sa
vive come noi, ama come noi
ride come noi, non cambiare!

Possiamo quindi dire che nel pezzo della Joker Gang si trovi un condensato di citazioni e di richiami a queste due fonti di ispirazione…E’ un pezzo di inestimabile dolcezza, di grande scavo psicologico, un pezzo che narra di un amore, che può essere passionale ma, al contempo, pieno di affetto, di gratitudine, di scambio continuo. E’ un po’ come paragonare il rapporto che un fiore ha con l’acqua, in una comunione naturale ed in uno scorrere di morbide e tiepide emozioni difficili da dimenticare.

Posso davvero dire di essermi commossa nel sentire la grande poesia e la grande passione contenuta nel pezzo, in cui chi l’ha scritto si mette a nudo, si rivela gradualmente, si mostra ma senza presunzione…Se già avevo amato la band per altri pezzi già ascoltati, scoprire Il Giardino di Joker Gang ed entrarci mi ha solo incentivata a diventare sempre più sostenitrice di questo progetto…Da brivido!!!