Sid Vicious

L’ho fatto a modo mio

John Simon Ritchie/Beverley
(1957 – 2-2-1979)

La leggenda narra che abbia inventato il ‘pogo’. La storia ci dice che il basso Fender non sapeva neanche impugnarlo. Voci di corridoio sussurrano che Never Mind The Bollocks sia stato realizzato senza che lui abbia mai messo davvero piede in studio. Tutto ciò è assolutamente inaccettabile, a meno che non si stia parlando di Sid Vicious, l’uomo con la faccia da criceto e il lucchetto Richmond al collo.

Artefice della sua fama è stato Malcolm McLaren, manager che giocava con i Sex Pistols manco fossero state marionette da presepe. Sid, senza quasi accorgersene, rimpiazza il primo bassista dei Pistols, Glen Matlock (che almeno i rudimenti delle quattro corde li aveva) e, da festaiolo casinista, diventa prima fedele compare di Johnny Rotten e soci, poi involontaria figura di spicco del punk britannico.

Il gruppo, dal vivo, più che esibirsi semina letteralmente il panico. I Sex Pistols sono brutti all’inverosimile e sporchi da fare schifo. Anarchia, ‘No Future’. Il rock progressivo viene preso a calci. Tanto per gradire, il singolo God Save The Queen esce (ma loro continuano a giurare che non ne avevano idea) proprio il giorno del giubileo d’argento della regina Elisabetta. Il Regno Unito e sotto shock.

Sid viene più volte immortalato mentre indossa una graziosa maglietta rossa con la svastica. Il che chiaramente aggiunge sdegno allo sdegno.

Manca solo un solo elemento, e il pacchetto “Sid Vicious” è completo: l’eroina. A questa sembrava proprio non aver pensato, così corre in suo aiuto Nancy Spungen. Poteva mancare nella vita di Sid Vicious una groupie eroinomane, con disturbi della personalità e affetta da psicosi maniaco-ossessive? Figurarsi…

E dire che gli altri componenti del gruppo avevano provato a tenerla lontana dal bassista, ma Vicious è uno che i guai se li va a cercare. In pochissimo tempo diventa addicted al brown sugar. E se in una relazione il collante è l’eroina c’è poco di che stare allegri. Inutile dire che la tragedia sia dietro l’angolo. Vicious molla il gruppo e si rifugia prima a Parigi, poi a New York.

È li che la sua Nancy muore, al Chelsea Hotel. Accoltellata. Le circostanze? Mai del tutto chiarite. I più fantasiosi sostengono che sia stata opera di un sicario assoldato da Malcolm McLaren. Sta di fatto che le impronte sul coltello sono di Sid. Ma lui non ricorda niente.

Non c’è molto tempo per approfondire. Sid Vicious muore di overdose. Troppo veloce per vivere.