Il collo è la sede di importantissimi organi connessi con vari sistemi:

Digerente (faringe, esofago);
Respiratorio (laringe, trachea, polmoni);
Circolatorio (importanti arterie e vene come la carotide e la giugulare);
Endocrino (ghiandole vitali come tiroide, paratiroidi, timo)
Nervoso periferico (i primi tre gangli che regolano la circolazione, il funzionamento della tiroide, le funzioni cardiaca e polmonare).

I muscoli di questo segmento sono disposti in tre strati:

Lo strato profondo è costituito dai muscoli che aderiscono posteriormente e anteriormente alla colonna vertrebrale cervicale.

Questi muscoli tengono unite le vertebre cervicali alle clavicole, sterno, coste, scapole.

La tensione di questi muscoli profondi può generare un non allineamento delle vertebre (percepibile alla palpazione), è responsabile della morfologia del collo (sottile o grosso, lungo o corto) e della famosa artrosi cervicale.

È bene conoscere la differenza fra un cattivo allineamento delle vertebre del collo e una “frattura” dell’allineamento stesso.

Quest’ultima è indicativa di una condizione schizoide, che è rilevabile osservando la persona in piedi: all’altezza del collo la linea della colonna si “interrompe” per poi proseguire “spostata” rispetto all’asse della colonna intera.

Ovviamente la tensione cronica di questi muscoli è responsabile anche delle cifosi (gobba o arrotondamento in genere nella parte superiore della colonna) o scoliosi (deformità laterale della colonna).

Nello Strato medio si trovano i muscoli che anteriormente ricoprono la laringe e la tiroide e che provengono sia dalla mandibola che dal torace.

Per produrre suoni, nel pianto, nel riso la laringe deve poter essere mobile, quindi una tensione cronica a questo livello ha le conseguenze che immaginate.

La ghiandola tiroide è formata da due lobi posti lateralmente alla trachea. La tiroide svolge un ruolo importantissimo nel controllo del metabolismo, è fondamentale per la crescita ossea e per la rapidità dei processi mentali.

La funzionalità della tiroide è controllata dall’ipotalamo e da un’altra ghiandola: l’ipofisi.

La condizione ipertiroidea è tipica di soggetti ansiosi ma molto controllati e quindi chiusi e orgogliosi. L’ansia al primo livello li porta a caricare l’ipotalamo che stimolando l’ipofisi aumenta la produzione di calcitonina (calcio) con sintomi neuro-vegetativi come tremito, ipersudorazione, tachicardia ecc.

La condizione ipotiroidea porta ad un rallentamento dei processi mentali. La condizione di deficit energetico è caratteristica dello stato borderline che può presentare a volte allucinazioni e fobie.
muscoli del Terzo strato sono rilevanti ai fini della postura del capo.

Sono localizzati posteriormente, come ad es. il trapezio e lateralmente, come gli scaleni e lo sternocleidomastoideo.

Una condizione riconducibile alla tensione di questi muscoli è il torcicollo. La limitazione dei movimenti del collo corrisponde psicologicamente ad una diminuzione nella capacità del soggetto di “guardarsi intorno”, ad avere un’ottica ristretta e un comportamento rigido che gli fa perdere di vista l’insieme a favore del dettaglio e lo porta su posizioni di egoismo.

Inoltre la trazione dei muscoli del collo influenza il torace gonfiando e comprimendo la gabbia toracica soffocando il cuore e compromettendo la capacità amorosa.

L’importanza degli organi situati nel collo per la salvaguardia della vita fa sì che il collo rappresenti più di ogni altra parte del soma, l’istinto di conservazione. È il luogo privilegiato della difesa dalla minaccia di annientamento somatico e psichico.

Nel collo troviamo i ricordi che fanno riferimento alle situazioni in cui ci hanno mortificato e umiliato. Purtroppo l’integrità psicologica dei bambini è spesso violata costringendoli ad ingoiare “cose” che altrimenti rifiuterebbero.

La tensione muscolare di questo segmento rappresenta una difesa inconscia contro la possibilità di essere costretti ad ingoiare qualunque “cosa” inaccettabile proveniente dall’esterno.

È anche, al tempo stesso, una difesa o un controllo inconscio contro l’espressione di sentimenti che si teme possano essere inaccettabili per gli altri.

Il collo finisce così per rappresentare “il controllo” per eccellenza, una specie di stazione in cui si decide cosa far passare in entrata o in uscita.

Nel collo è localizzato il sef-control, che cronicizzato impedisce a causa della rigidità psicologica, (non solo fisica), di potersi concedere e abbandonare a se stessi e all’altro.

Da un punto di vista somatopsicodinamico per Federico le infiammazioni a carico della faringe, condotto posto tra la bocca e l’esofago, sono somatizzazioni riconducibili alla difficoltà a “inghiottire” o “digerire” una novità sgradevole.

La laringite, invece, (l’apertura delle vie respiratorie), caratterizzata da disfonia o afonia, è collegata ad una situazione affettiva in cui ci s’impedisce di parlare e urlare.

Il narcisismo
Le offese e le umiliazioni del passato sono gli ingredienti della “ferita narcisistica”, la matrice dell’odio vendicativo, come abbiamo visto in altre sezioni di questo sito (Antonio Mazzetti, Laura Rita, Antonio Mercurio).

La presenza d’organi indispensabili alla sopravvivenza e il ruolo rilevante del collo nel controllo delle sensazioni, emozioni e sentimenti fa di questo livello il luogo in cui troviamo rappresentati l’orgoglio e il narcisismo.

Vi sono un narcisismo primario (fisiologico) e uno secondario (nevrotico).

Il narcisismo primario nasce nel periodo in cui il bambino, ormai muscolarmente capace, scopre il suo corpo e il piacere che può darsi da sé.

Questo tipo di narcisimo compare in forma inconscia verso i nove mesi, e coscientemente verso i due anni di vita. Siamo nella fase dell’autoerotismo, dell’inizio della masturbazione e della scoperta della propria identità sessuale.

Scoprendosi capace di darsi piacere, il bambino scopre due parti di sé:

il “me”
cioè il contatto con se stesso, l’energia auto-indirizzata
l'”io”
cioè il contatto con gli altri, l’energia etero-indirizzata.
Si può dire, quindi, che il bambino scopre se stesso attraverso il piacere che può darsi. Quando questo processo di scoperta è impedito o contrastato l’identità personale non può fondersi e integrarsi armoniosamente con quella del proprio genere sessuale: qui nasce l’ambivalenza e l’omosessualità latente.

Il collo rappresenta l’identità personale; il bacino con le pelvi, invece, l’identità sessuale. Tra i due esiste, quindi, un collegamento naturale, ciò fa sì che collegato al blocco del terzo livello vi sia sempre un blocco al settimo: la pelvi.

L’impossibilità ad abbandonarsi tipica del blocco narcisistico coinvolgendo il bacino impedisce l’abbandono orgastico e, nelle donne, un facile svolgimento del parto.

Dalla repressione del narcisismo primario, nasce Il narcisismo secondario.

In altre parole l’energia destinata al contatto con gli altri è ripiegata, reindirizzata reattivamente sull’io che s’ingigantisce. Si crea qui il Super-io primitivo (l’altro si trova nel bacino), e al piacere si sostituisce l’insoddisfazione di sé.

Ci sono due Super-Io, uno legato al collo: super-io come ideale dell’io, per cui il soggetto ha paura del proprio giudizio; il secondo super-io è invece legato alla pelvi, e in quel caso il soggetto ha paura dell’opinione degli altri che rappresentano, fantasmaticamente, l’entità autoritaria che giudica il sesso una cosa sporca.

Cominciano, così, auto-richieste sempre più pressanti di perfezione che spingeranno poi il soggetto, all’ambizione, competizione, carrierismo, lo priveranno dell’umiltà e della possibilità di sentire i propri limiti rendendolo sempre più orgoglioso e rigido.
Narcisismo e carattere
Il tentativo costante di superare noi stessi e le nostre paure ci fa vivere continuamente in ansia. Quest’ansia stabilisce un’unione naturale tra il collo e il diaframma dove troviamo il MASOCHISMO.

Il narcisista ha anche un tratto masochista, perché per la sua brama di potere elabora progetti a lungo termine che impongono sacrifici e lo privano della gioia del presente.

Il masochista è anche un narcisista a rovescio. Facendo una vita di sacrifici si sente un martire, un eroe e un santo.

Il soggetto per vanitosa presunzione, si “carica” sulla nuca le responsabilità del mondo intero sviluppando così, quello che è conosciuto come il “Complesso di Atlante”. (In anatomia è chiamata “atlante” la prima vertebra cervicale; nella mitologia classica, Atlante è il titano che sorregge l’intera volta celeste).

Il tratto narcistico è, con aspetti diversi, presente in ogni tipo caratteriale: orale, coatto, fallico e isterico.

La posizione fallico-narcista, per esempio, ha la sua genesi verso i tre anni di età quando il bambino o la bambina si avvicinano edipicamente al genitore di sesso opposto.

Quando la richiesta del bambino, che è naturalmente seduttiva ed esibizionistica, è repressa o respinta ciò genera, in lui, una condizione di ambivalenza con desiderio di conquista e vendetta insieme.

Quest’angoscia di castrazione fa sì che il fallico-narcista s’identifichi con il fallo, (nelle donne vi è la fantasia di averlo) e che utilizzi la sessualità come un’arma per vendicarsi.
“Sono sicuro che alcuni di noi hanno conosciuto quei momenti di gioia in cui l’io si fa da parte e il bambino che è in noi è libero di ridere e di amare. Purtroppo perdiamo troppo presto la nostra innocenza e, ancora peggio, ne siamo lieti. Non vogliamo essere innocenti perché questo ci rende vulnerabili al ridicolo e alle ferite. Preferiamo essere sofisticati, cosa che ci permette di sentirci superiori. Ci sembra che la gente sofisticata si diverta di più: feste, baldorie, stranezze, assenza di limiti.
Che cos’hanno gli innocenti? Un cuore aperto, piaceri semplici, fede. Quanto è più allettante saperla lunga, conoscere tutto della vita, gli alti e i bassi, avere potenza, essere ammirati, sentirsi speciali. E’ difficile resistere alla seduzione del potere, in modo particolare quando da bambini si è stati feriti e traditi da chi si amava.
Vendere il regno dei cieli per il potere è un patto con il diavolo.
Il narcisista lo accetta.”
Alex Lowen, Il narcisismo – L’identità rinnegata (1983)