Tutti si trovano a fare dei bilanci…Relativamente all’avventura che ci siamo appena lasciati alle spalle, conditi dalle aspettative o dai pessimismi per quella che inizierà… La vista inizia già da Natale ad annebbiarsi nei fumi del vino e nei bagordi, per chi li fa, del cibo…Ed è così che ci si ritrova ad essere più saggi o più cazzari, più vivi o più defunti, più attivi o più passivi, più ottimisti o completamente disfattisti…

Per quanto mi riguarda, penso che l’atteggiamento migliore da assumere dovrebbe essere l’equilibrio, ovvero, non vivere di sole aspettative ma nemmeno finire sull’orlo di un baratro di pessimismo suicidario senza speranza…Dal momento che trovare l’equilibrio non è sempre così facile, beh, io adotto la terza via, essendo abbastanza disfattista di natura, ma non avendo alcuna intenzione di tagliarmi le vene: dicasi PESSIMISMO COSTRUTTIVO, ovvero quell’atteggiamento pronto a qualsiasi evento od imprevisto, positivo o negativo, fausto o infausto, beneaugurante o sciagurato, quella predisposizione di chi non si aspetta niente, andando avanti per la propria strada e pur avendo nel cuore qualche aspettativa, piccola o grande che sia. Se poi qualcosa di positivo ed inaspettato accade, tanto meglio, dal momento che non lo si attendeva in modo frenetico; se, al contrario, l’accadimento negativo ed imprevisto ci si para davanti, non saremo troppo spiazzati nell’affrontarlo, anzi, saremo più pronti, e magari anche più…Insomma, aspettarsi il peggio per rimanere piacevolmente sorpresi o per non restare amaramente delusi da qualcosa di inaspettato.Non mi resta che aggiungere qualche aforisma, qualche aforisma…Un augurio che ognuno possa vivere come vuole…

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