Non è il caso fare di tutta l’erba un fascio…E non è solo la “Stampa comunista, rossa e bolscevica” (ovviamente non sono parole mie…) ad ammetterlo…Menomale che anche in alcuni giornalisti di orientamento centro-destra rimane un po’ di buonsenso…Noi che c’eravamo sappiamo la verità…E sappiamo che Indignati non è sinonimo di teppisti violenti ma di gente che vuole esprimere pacificamente il proprio dissenso verso una politica mondiale ed un sistema economico che fanno acqua da tutte le parti…Forse siamo idealisti ma ci tentiamo ancora…

Da IL GIORNALE, 16 ottobre 2011

di Enrico Silvestri

È bastato un rapido tam tam in rete e tutti quelli che non avevano potuto andare a «indignarsi» a Roma, si sono ritrovati in piazza Affari. Un migliaio di persone che hanno poi dato vita a un breve corteo fino al Duomo, previo «sit-in» in Cordusio per bloccare il traffico, dove sono rimasti fino all’imbrunire ma senza incidenti, provocazioni, edifici imbrattati e lanci di oggetti verso la polizia. Niente a che vedere a quello che è successo l’altro giorno in città ma soprattutto ieri a Roma.
Una manifestazione nata con un semplice e quasi sommesso avviso sui siti antagonisti «Milano, ore 15 piazza Affari spontaneo assembramento ciclico» nel senso di bicicletta. E difatti verso le 3 del pomeriggio davanti a palazzo Mezzanotte si sono ritrovati in trenta, per lo più adulti. Nessuna divisa, solo Digos e Nucleo informativo dei carabinieri a tenerli d’occhio. E con il passare dei minuti, il numero ha preso a salire. Prima delle 15.30 erano già 150. Mentre in rete, su Faceboook e Twitter, iniziava il tam tam di richiamo. A cui inaspettatamente rispondevano in molti. Anche perché, contemporaneamente, in Duomo iniziavano a radunarsi altre decine di «indignados».
Un breve conciliabolo tra i due tronconi, poi il gruppo del Duomo decideva di marciare su piazza Affari. Dove continuano a convergere altre persone, a piedi o in bicicletta. E già verso le 16, davanti alla Borsa il manifestanti erano saliti a un migliaio. Tenuti d’occhio da un esiguo cordone di agenti, molti tirati fuori all’ultimo momento dai commissariati. Anche perché la protesta procedeva in maniera assai pacifica, senza momenti di particolare tensione. Solo slogan del tipo «Noi la crisi non la paghiamo» e improvvisati balletti attorno al «ditone» di Cattelan. A questo punto la piazza era ormai piena di una folla quanto mai eterogenea: molti adolescenti, ragazzi, studenti medi e universitari e, prima novità, signori e signore con i capelli pepe e sale. Tutti scesi in piazza, seconda novità, senza ordini né capi, ma decisamente in modo spontaneo. Tanto che solo all’ultimo momento qualcuno si è autoproclamato leader e ha iniziato a trattare un corteo con le forze dell’ordine.
Un breve conciliabolo concluso verso le 17 quando il serpentone ha iniziato a marciare verso il Duomo. Con una tappa intermedia a Cordusio, dove alcune centinaia di ragazzi si sono seduti a terra facendo impazzire il traffico. Solo una pausa, poi il corteo ha ripreso a marciare per sfociare sul sagrato della cattedrale per un secondo sit-in. Qualche minuto ancora, quindi in molti hanno iniziato a sfollare eccetto un gruppo di circa 400 «irriducili» rimasti a sfidare la temperatura autunnale. Solo all’imbrunire gli ultimi manifestanti hanno «mollato», concludendo una protesta una volta tanto pacifica, senza tensioni, insulti e lanci di pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine.