Ci sono persone che portano con sé un alone di confusione, d’incoerenza, di contraddizioni, che sembrano smarrirsi in un mondo privo di scopi e significati profondi, e rischiano di far smarrire anche gli altri, tra anche i propri terapeuti. Una ragazza lo ha espresso in questo modo: “Ci sono giorni che passano perché devono passare, cose che faccio perché devo farle, ma non c’è più un obiettivo, qualcosa per cui andare avanti, una meta o un desiderio così forte per cui ha senso continuare”. E’ come se queste persone dovessero vivere senza sapere bene chi sono, sentendosi scaraventate in modo repentino e inspiegabile da uno stato d’animo ad un altro; dalla gioia e allegria alla disperazione e angoscia più profonda; da un senso di speranza e fiducia verso la vita, dal vortice di mille pensieri e idee, all’immobilità, al vuoto e noia. Il momento presente, i sentimenti e i vissuti del qui e ora, intensi e travolgenti, sembrano tenere impegnate tutte le energie della persona, mentre pare venir meno il contatto con il passato, con le risorse che l’elaborazione delle esperienze vissute o della propria storia può dare; viene meno la possibilità di proiettarsi nel futuro verso mete e scopi che diano significato alla propria esistenza. Altrettanto rapido potrà essere il passaggio da un’idea di sé come persona valida e degna di fiducia a un sentimento di non valore, d’indegnità, colpa e vergogna; e anche gli altri seguiranno lo stesso destino d’idealizzazione e svalutazione. L’identità personale e le relazioni saranno spesso in pericolo; la possibilità d’intimità e di scambi autentici sarà sempre compromessa e anche la relazione terapeutica verrà messa a dura prova da quest’instabilità, con il cliente in bilico fra il bisogno d’appoggio e sostegno e il timore dell’abbandono, del tradimento, dell’attacco che può arrivare anche all’interno del setting. L’impegno a sostituire nel tempo l’impulsività e la reattività con la riflessione, a sviluppare o rafforzare un “sé osservante”, sarà molto gravoso con questi clienti che non sembrano disponibili all’esplorazione di sé e chiedono invece un aiuto immediato, dato dall’urgenza. Spesso lo chiedono con impazienza o in termini molto difensivi, nascondendo la fragilità e vulnerabilità dietro grandiosità e arroganza. “Aiutami, ma non darmi l’impressione di essere aiutato, poiché posso fare tutto da solo”, sembra essere il grido di aiuto del narcisista. Se prevalgono invece le difese di tipo borderline la persona vivrà confusione e caos; ed è come se attraverso il disordine e il caos il cliente borderline dicesse “Sono una persona che sta male; aiutami a sopravvivere”. E con queste persone non sempre la relazione terapeutica si configurerà nei termini che ci sono più noti, ma ci impegnerà a trovare nuove vie per l’incontro. L’importante sarà non perdere le nostre mappe. “Sarà pertanto fondamentale accogliere il cliente nel suo unico modo possibile di chiedere aiuto, nel suo sé provvisorio, con un’empatia ben bilanciata e misurata”, lasciando per il futuro il lavoro terapeutico vero e proprio.

Il disturbo borderline di personalità è da tantissimi anni oggetto di studio e controversie in ambito psichiatrico e psicoterapeutico; problematica è stata la diagnosi differenziale rispetto ad altri disturbi come quelli schizotipici della personalità o maniaco-depressivi, mentre attualmente l’ipotesi di esperienze traumatiche infantili nella sua eziogenesi lo avvicina piuttosto al Disturbo Post Traumatico da Stress.

Anche i criteri diagnostici del DSM IV non sempre sono di aiuto. Secondo Paris, per esempio, non discriminano con esattezza da altri disturbi della personalità dello spettro impulsivo. I nove criteri, e ne bastano cinque per formulare la diagnosi, hanno in ogni caso permesso di focalizzare gli aspetti fenomenologici di tale sofferenza, che le principali teorie avevano evidenziato con maggiore o minore rilievo.

Riguardano una drammatica incertezza e instabilità rispetto alla propria identità (chi sono io? questa cosa mi piace o no? quali sono i miei valori? sono omosessuale o eterosessuale?); rispetto alle relazioni affettive, con l’alternarsi delle polarità di idealizzazione e svalutazione (“ho incontrato una persona meravigliosa.E ieri si è comportata in modo tale che la odio, non la voglio più vedere”); rispetto all’umore e alla reattività emotiva. Spesso sono presenti forti sentimenti di angoscia, vulnerabilità all’abbandono e sforzi per evitarlo; sentimenti cronici di vuoto e noia; frequenti esplosioni di rabbia e collera immotivata; comportamenti impulsivi e autolesivi (sessuali, alimentari, di abuso di sostanze, comportamenti pericolosi in genere); minacce o tentativi di suicidio; sintomi transitori di tipo paranoide o dissociativi.

Consigli efficaci??

1) AUTOCONTROLLO, centrare su se stessi la propria esistenza –> Centrare la propria forza su se stessi come possibilità di riuscita. Aver fiducia nelle proprie risorse personali, vedere i propri limiti come potenzialità ancora svelare. Convincersi che niente e nessuno potrà  farvi del male o soffrire se vi amate e vi accettate serenamente per quello che siete. Ristrutturare la visione della vostra vita presente, passata e futura.

2) CONSAPEVOLEZZA –> è la rabbia repressa che vi fa agire con impulso e aggressività….. davanti a situazioni nuove, incomprensibili dove ti puoi sentire a disagio… Quindi prima di reagire impulsivamente riflettete sulle conseguenze del vostro agire e rivalutate  profondamente la causa del vostro disagio.

Detto ciò partiamo con l’analisi vera e propria….

A partire da questo post riporterò le caratteristiche salienti dei borderline. Nello specifico copierò alcune frasi significative tratte direttamente dal sito sopra menzionato. Il tutto verrà suddiviso in diverse sezioni:

INTRODUZIONE

1) DIPENDENZA

.2) GELOSIA, possessività, pensieri ossessivi, delirio amoroso/TRADIMENTO, coinvolgimento mutevole, frustrazioni,  TUTTO o NULLA senza gradazioni

.3) RIGIDITà MENTALE, relazionale + disregolazione/instabilità emotiva + PROIEZIONI

.4) ATTESA, ANGOSCIA ABBANDONICA, senso di insicurezza, timore di perdere l’altro

.5) DIMENSIONE TEMPORALE e CAMBIAMENTO

.6) CONFLITTI E CRISI DI RABBIA-DOLORE + MANIPOLAZIONE= far finta di: cambiare casa, cambiare indirizzo mail, etc…)

.7) SPAZIO comunicativo PERSONALE,  VALUTAZIONE LOGICA DEI VISSUTI ANSIOSI, Percezione delle emozioni e della distanza affettiva + GLISSARE su argomenti per ridurre ansia basale

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