Questa società ci porta a lavorare di continuo, ad un’iperattività ed ipercineticità incredibili e senza fine, ad un continuo attivismo, fisico in primis, e mentale per alcuni…Per questo i tempi per la riflessione e per l’ozio sano e costruttivo sono stati sacrificati, con la convinzione di molti che, “essendo queste attività improduttive e non finalizzate a produzione e profitto”, non siano degne di essere annoverate con dignità tra le attività umane…

Leggendo qua e là e nei miei giri di cazzeggio in internet (in realtà stavo cercando un indirizzo per un’amica che ne aveva bisogno…) mi sono imbattuta nel sito di Solidare, Società Cooperativa Sociale ONLUS che si occupa di aiuto e sostegno psicologico, ma anche di attività di prevenzione e trattamento del disagio psicologico e sociale, attraverso la psicoterapia (affidata ad un’equipe di psicologi, psichiatri, educatori, operatori sociali); sul sito c’è una sezione dedicata proprio al tempo libero; viene sottolineato quanto sia importante per l’evoluzione e l’edificazione della persona, per la crescita personale, per l’autoaiuto.

Gli esempi lampanti sono i libri e, soprattutto, il cinema, attività di svago che permette di riflettere rilassandosi…

Ecco uno stralcio dei consigli di letture e di film che vengono fornite a chi legge:

FILM

“Non c’è come un film, una scena o un dialogo del grande schermo per illuminare qualcosa di noi che fino a quel momento era avvolto nel buio.

Premesso che la selezione risente di una inevitabile soggettività – e che alcuni titoli possono fare riflettere su più argomenti, oltre a quello indicato – ecco alcune proposte di Solidare per capire meglio noi stessi e gli altri”.

The tree of life di Terrence Malick
I vissuti della nostra vita sono spesso così: ricordi affastellati, frasi folgoranti, dolori indicibili, silenzi densi di curiosità. La fatica nel fare un film del genere, e a volte nel seguirne lo sviluppo, sta proprio nella sua frammentarietà e nel rifiutare la classica sequenza di scene con un inizio e una fine, che talvolta risultano “artificiali” nel momento in cui ci voltiamo a guardare il nostro passato. Ma proprio qui sta anche la sua grandezza.
Per molti versi ricorda Koyaanisqatsi, un vecchio film passato inosservato.

Habemus Papam di Nanni Moretti
Geniale e inquietante: la storia di un papa che appena eletto si scopre smarrito, atterrito e refrattario all’idea di ricoprire un simile ruolo, gettando il mondo in uno “spazio bianco” ansiogeno, ci riporta alla fatiche dell’uomo moderno di essere all’altezza del proprio compito e delle reciproche aspettative. Lo psicanalista Moretti ci trascina nel surreale, mentre la fragilità di un superbo Michel Piccoli ci conduce nei luoghi del dubbio, quasi un nuovo Cristo che si confonde in strada tra le persone comuni. Uomo tra gli uomini. Smarriti.

Locandina The Tree of Life

Il discorso del re di Tom Hooper
Seguendo con trepida ammirazione le lezioni di dizione che re Giorgio VI prende dall’eclettico logopedista Logue (merito soprattutto delle superbe interpretazioni), è facile vedere in controluce il percorso che paziente e terapeuta intraprendono per portare alla luce il valore e il significato “della parola”, espressione di una voce interiore che fatica a uscire…

Hereafter di Clint Eastwood
Mentre Allen ha appena firmato una commedia che risulta mortifera, il talentuoso Clint affronta il tema della morte riconciliandoci con la vita. Lo fa intrecciando le storie di tre persone – che sul finale si incontreranno “casualmente” a Londra – con un garbo e una leggerezza inconsueti. Dialoghi misurati, osservazioni essenziali, un ritmo pacato che inchioda e un epilogo superbo. Tutti bravissimi gli interpreti. Un capolavoro.

Departures, di Yojiro Takita
Daigo è un violoncellista disoccupato che accetta – con evidente ritrosia – il lavoro di abbellimento dei defunti per il loro ultimo viaggio. A dispetto della trama il film trabocca di amore, e già a metà della storia ti conquista. Difficile trovare un’opera che con tanta grazia e incisività tratti il tema della morte come continuità della vita, attraverso continui spunti (essere figli, genitori, amanti, testimoni) che ripropongono da diversi punti di vista la fatica e lo stupore di vivere. Commovente e toccante.

 

E inoltre…

Genitori e figli
City Island / L’aria salata / Animal Kingdom / Mine vaganti / Anche libero va bene / Big fish / Music box / Kramer contro Kramer / L’amore nascosto / Il mio amico Eric / Little Miss Sunshine / Stella

L’Altro come sofferenza
Un cuore in inverno / The reader

L’Altro come sorpresa
Welcome / Il paese dell’abbondanza / Chocolat / Confidenze troppo intime

Differenze che separano (l’Altro come minaccia)
La zona / L’onda / Crash / Le vite degli altri / La giusta distanza / La casa di sabbia e nebbia / The village / Il dubbio

Differenze che uniscono  (avvicinarsi all’Altro)
L’ospite inatteso / Invictus / Il giardino dei limoni / Cars / Qualcosa è cambiato / Si può fare / Shrek / Una giornata particolare / Indovina chi viene a cena / L’amore ha due facce / Dopo mezzanotte / Due volte genitori / Parada / Ratatouille

Rinascere
Departures / Il concerto / L’uomo che verrà / Un’altra donna / Lo spazio bianco / Gente comune / L’attimo fuggente / L’uomo che verrà

Sentimenti “oltre” la sessualità
Brotherhood, Fratellanza / Le fate ignoranti / Yentl / Brokeback Mountain / Philadelphia / A single man / Transamerica / Domenica maledetta domenica / A qualcuno piace caldo / Saturno contro

Identità in gioco
Terminal / The Truman show / Chorus line / Tootsie

Vite alla prova
I ragazzi stanno bene / Una vita tranquilla / Tra le nuvole / Lourdes / Match point / La vita è bella / Nove vite da donna / American beauty / Good night e good luck / Revolutionary road / Train de vie

La vita col sorriso
Happy family / Gli amici del bar Margherita / Il diavolo veste Prada / Basta che funzioni / Forrest Gump

 

 

 

 

LIBRI

L’edificazione di sè, di Salvatore Natoli
Lo scorso anno era venuto a Solidare a parlare di Etica e felicità, e aveva entusiasmato tutti per la capacità di parlare in maniera semplice di questioni impegnative. In questo suo agile lavoro, uscito poche settimane fa, l’incanto si ripete: qui ci suggerisce alcune “istruzioni sulla vita interiore” passando attraverso la riscoperta delle virtù..

Chiedo scusa, di Francesco Abate e Saverio Mastrofranco (in arte Valerio Mastandrea)
E’  la storia di una lenta e sofferta rinascita. Valter pensa che il mondo debba chiedergli scusa, ma quando una malattia lo porta a un’odissea senza fine nel dolore, sente che è lui a chiedere scusa a tutti. Perché quello che credeva il suo dolore è una goccia del dolore del mondo. Una goccia dell’ingiustizia senza rimedio e spiegazione.
E allora, forse, Valter può scoprire la gioia; la gioia nel saper accettare un “dono” e di vivere. “E’ arrivato un dono per lei”  sono le parole solitamente scandite per chiamare con urgenza un paziente in attesa di trapianto e comunicargli che l’attesa è finita. Una  narrazione commovente, cruda , ma anche un’indimenticabile dichiarazione di speranza.