Sto cominciando seriamente a pensare che una persona che conosco bene ne soffra…E poi dicono delle donne…

Anoressia sessuale

Non è passato molto tempo da quando la sessualità di una coppia era considerata comunque normale, anche se i colori della fantasia in amore apparivano sempre meno ricchi di toni, fino a confondersi con un costante grigiore. Si riteneva fisiologica la caduta di desiderio dopo pochi anni di vita coniugale, ed i  lieti eventi, rappresentati dai nuovi arrivati (bambini), segnavano spesso il giro di boa per una netta inversione di tendenza nelle abitudini sessuali della coppia. Parliamo di coppie apparentemente stabili.
L’abitudine a riconoscere, comunicare e desiderare di risolvere le problematiche, le inquietudini e le insoddisfazioni della vita sessuale è una conquista relativamente recente. Si è compreso quanto una vita sessuale appagante sia importante per l’equilibrio e lo stato di salute psicofisica di ognuno e per la crescita della coppia con armonia e serenità. Armonia, serenità, accordo, complicità, alleanza, giocosità sono fondamentali per allevare la prole in modo equilibrato e adatto alle esigenze del bambino, durante il suo processo evolutivo all’interno della famiglia. I bambini hanno bisogno di punti di riferimento stabili e la salute della vita sessuale di una coppia riflette sempre il comportamento dei genitori tra loro e, di conseguenza, con i propri figli. Un comportamento libero, aperto, saggio, equilibrato, gioioso e giocoso con i figli è annunciato dalle stesse caratteristiche vissute nella vita sessuale della coppia. Al contrario, ansie, frustrazioni, sentimenti di inadeguatezza, amarezza, conseguenti ad una vita sessuale con caratteristiche sempre più sbiadite, non giova alla armonia della coppia e della famiglia.

L’anoressia sessuale è un disturbo del desiderio sessuale che interessa un numero sempre crescente di persone. Negli Stati Uniti, da una ricerca sulla popolazione del Journal of American Medical Association, emerge che il 33% delle donne tra i 18 e i 59 anni soffre di parziale o totale assenza del desiderio sessuale, contro il 16% dei maschi.
Il disturbo è maggiormente invasivo e catastrofico nelle coppie, dove non solo uno dei due non prova più nessun desiderio ma crolla in modo significativo anche l’intimità, il contatto fisico non finalizzato al sesso, mi riferisco alle affettuosità, come carezze, sguardi, abbracci, baci, etc. Il corpo dell’altro non ispira più alcun contatto e il proprio non è più percepito come oggetto di piacere. Da malattia di un solo partner l’anoressia sessuale mina in profondità il rapporto della coppia e può portare a crisi profonde, a ferite dell’amor proprio, a rancori che crescono nel silenzio. L’altro pensa di essere meno importante, è addolorato dal non essere desiderato, crede meno nel proprio potere seduttivo ed è portato a ricercare altrove conferme gratificanti; si genera un doloroso sentimento di delusione. L’intimità tende gradualmente a scomparire. Il sesso è una attività che si rinforza con la pratica e abbandonarlo significa entrare in una spirale dove è sempre più difficile recuperare quanto perduto.

Il calo del desiderio: “disturbo del desiderio sessuale ipoattivo o anoressia sessuale”, è una disfunzione del comportamento sessuale, è una vera e propria malattia. I fattori che determinano il problema sono complessi da analizzare e differenti tra loro. Se non imputabile a disturbi di natura organica o psichica, il calo del desiderio, in una persona che abbia in passato avuto una vita sessuale normale, affonda sovente le sue radici nelle dinamiche della relazione di coppia. La sessualità è condizionata dalla qualità degli aspetti del rapporto che apparentemente non hanno nulla a che vedere col sesso. In questo caso la soluzione al problema deve essere cercata all’interno delle dinamiche della coppia stessa, anche se apparentemente lontane dal problema manifesto. E’ necessario osservare la relazione nella sua interezza e comprendere i punti di contatto dove possano convogliare le esigenze di entrambi. L’anoressia sessuale è una mancanza di interesse verso il sesso, non solo manca la voglia di fare l’amore, ma mancano anche le fantasie erotiche e gli stimoli fisici, presenti invece nel disturbo più o meno grave del desiderio sessuale ipoattivo. Per chi soffre di anoressia sessuale, è come se il periodo di refrettarietà (lasso di tempo caratterizzato da disinteresse per ogni attività sessuale, conseguente alla appagante conclusione dell’atto sessuale) fosse divenuto permanente, al punto da trasformare l’individuo da animale sessuato ad animale asessuato. Si tratta di una risposta innaturale, andare contro natura. L’essere umano è un animale sessuato e non solo nelle stagioni dell’amore, come accade in altre specie animali, è quindi sensibile al sesso permanentemente, per tutti i 365 giorni dell’anno solare.

LE CAUSE DELL’ANORESSIA POSSONO ESSERE:
FISICHE: malattie, squilibri ormonali, farmaci che influiscono sul desiderio, allattamento e stato di costante stanchezza psicofisica.
SITUAZIONALI: periodi della vita dove particolari e importanti obiettivi assorbono interamente l’individuo, come periodi di superlavoro in cui tutte le energie sono dedicate alla professione, bambini piccoli in casa da gestire tra le faccende, la professione, asilo, scuola, malattie, permessi, frustrazioni, sensi di colpa, etc. Allevare bambini richiede un grande dispendio di energie fisiche ed emotive. Quando la stanchezza prende il sopravvento, si diradano nel tempo sempre più le notti d’amore. Eventuali incomprensioni e una scarsa comunicazione nella coppia amplificano ogni problema.
DEPRESSIONE: il desiderio di fare l’amore può scomparire in un periodo nero. La depressione “distrugge” il desiderio sessuale.
PROBLEMI DELLA COPPIA: quando l’intimità e la comunicazione fra una coppia vacillano, la prima cosa a risentirne sarà la sessualità, specie quella della donna. E’ triste e frustrante convivere con un partner poco sensibile e taciturno. In tali condizioni è naturale l’inibizione del comportamento intimo, in tutte le sue manifestazioni e soprattutto quella sessuale.
La donna, abitualmente, vive il sesso in modo più emotivo, questo significa che quando una donna non si sente abbastanza capita,amata e apprezzata, reagisce ritraendosi a livello sessuale.

ANORESSIA SESSUALE PERMANENTE:
In alcuni casi, l’anoressia sessuale riguarda persone che non hanno mai provato alcun interesse verso il sesso. Rapporti solamente platonici senza avere lo stimolo ad andare oltre.
In questo caso, l’anoressia sessuale ha un profondo significato psicologico. Il problema è generato da un trauma presente nell’inconscio. A volte chi non riesce ad accedere alla sessualità adulta, è una persona con la paura di crescere. Nei primi anni di vita stabiliamo un naturale rapporto diadico con la mamma (0 -2 anni circa – bambino e mamma), un rapporto fondamentale per la sopravvivenza fisica e psicologica del bambino.  Chi non sente nessuno stimolo sessuale , si percepisce a livello inconscio come un bambino, di conseguenza assessuato. Successivamente la sessualità “esplode” con la fase edipica (vedi psicoanalisi – Sigmund Freud – Lo sviluppo psicosessuale). In questa fase particolare: 4 – 6 anni ogni bambino si innamora della figura genitoriale di sesso opposto e di questo innamoramento nessuno conserva memoria (rimozione). Al contrario, la paura, la vergona e l’orrore dell’incesto non ci consente spesso di accettare questo vissuto e risulta più comodo rinnegarlo (gli psicologi dicono tante stranezze..). In questo periodo di sviluppo psicosessuale di bambini e bambine, si può talvolta riscontrare una gran differenza tra il comportamento dei genitori verso le figlie femmine che verso quelli maschi, si tratta di un limite culturale, purtroppo ancora diffuso in alcune culture e comunità. Genitori impreparati potrebbero traumatizzare soprattutto le bambine che, nella loro fisiologica fase di innamoramento del loro  papà, sono costrette a subire reazioni inadeguate, eccessivamente repressive e, purtroppo, in alcuni casi violente. La paura e la vergogna dell’adulto riflette i suoi sentimenti (dell’adulto) e il suo comportamento inadeguato alla situazione evidenzia le sue inquietudini. Una altalena di emozioni lontane nel tempo e vicine nei ricordi, il ruolo di vittima e poi di carnefice, la paura di analizzare e approfondire la situazione da parte dei genitori, generano comportamenti che “castrano” la crescita spontanea, fisiologica e naturale della propria figlia nel suo processo di sviluppo. Per il padre, la bambina che ha tanto amato, che ha stretto a se, che ha fatto addormentare cullandola osservando il suo visino beato, di colpo, si trasforma in una strega con desideri incestuosi (alterazione dello stato di coscienza e della realtà). Il genitore non riesce a vincere i propri limiti e comportarsi adeguatamente: atteggiamento non seduttivo e non repressivo. La bambina rimane traumatizzata, delusa e, non potendo comprendere queste dinamiche, spinge nell’inconscio vergogna, paura e odio, giurando a se stessa di non ripetere mai più nella sua vita il comportamento che ha cambiato così drammaticamente la sua vita in famiglia. La sua terra psichica apre una voragine che inghiotte la sua sessualità in erba. E’ un esempio di come si potrebbero formare le basi della anoressia sessuale da adulta. E’ evidente che una situazione di anoressia sessuale permanente richiede, oltre alla sensibilità e comprensione del partner, spesso un aiuto professionale (psicoterapia).