Io ammiro i vigili del fuoco, che, per un misero stipendio, salvano la vita agli altri, rischiando loro stessi la vita, io ammiro i volontari o chi lavora sulle ambulanze, persone sempre pronte a correre, alle volte anche costrette a manovre impossibili in mezzo al traffico, per soccorrere la gente che sta male, vittima di terribili incidenti stradali o domestici, di un ictus, di un attaco cardiaco, di una tremenda caduta, di un attacco di panico e via dicendo…Io ammiro chi fa lavori pesanti, pericolosi o sottopagati, senza aver nemmeno diritto ad un contratto, e che non sa nemmeno cosa siano la tredicesima e la quattordicesima…Io ammiro i malati di malattie gravi, in fase terminale o conclamata, che lottano contro in dolore fisico e spirituale, alle volte anche quando sanno che sono già destinati a morire, io ammiro i bambini, che con la loro innocenza, spensieratezza, trasparenza ed immediatezza, non sono ancora corrotti dalle brutture di questo mondo, io ammiro chi vive con poco, chi si accontenta di quello che ha, chi spesso non ha soldi per mangiare e stringe i denti, chi paga regolarmente le tasse, chi non rinuncia alla propria onestà e dignità, chi vive di stenti ma mantiene la testa alta, chi non si vergogna della propria povertà, chi ha il coraggio di non drogarsi per dimenticare…Io ammiro chi si mette al servizio dei più deboli, rinunciando ad una vita agiata, e mettendosi sullo stesso piano dei poveri…Io ammiro i disabili con handicap fisici o mentali, che, con la loro dolcezza , distribuiscono affetto disenteressato e, nei problemi, come nei dolori, nelle pene e nelle difficoltà che la loro minorazione presenta loro davanti, riescono ancora a trovare l’entusiasmo nel vivere…Io ammiro chi sa dire di no, chi resta sincero, chi non si maschera di conformismo, chi è capace di non vergognarsi dei propri sentimenti e che li sa esternare con immediatezza e spontaneità…Io ammiro chi non si nasconde dalle proprie emozioni, chi vince una paura e chi, più semplicemente, la affronta, senza esserne del tutto schiacciato…Io ammiro chi non è raccomandato, chi riesce ad affermarsi grazie al proprio merito, alla propria voglia di fare, alle proprie idee…Io ammiro chi lotta per i propri ideali, per la propria libertà, per migliorare la propria situazione o condizione, chi rischia, anche a costo di fallire, chi tenta, chi si mette in gioco o in discussione…Io ammiro chi presta servizio alla comunità, senza lasciarsi corrompere da giochi di palazzo, dalle mafie, dalla sete di potere e di soldi…Io ammiro chi, a costo della vita, si rifiuta di pagare il pizzo, di entrare in associazioni a delinquere, di essere connivente con dinamiche malavitose, di essere omertoso…Io ammiro chi sa essere se stesso, senza aver vergogna della propria immagine o del proprio modo di essere…Io ammiro chi non rinuncia a lottare per quello in cui crede, chi accetta critiche costruttive e si fa scivolare addosso quelle inutili, chi resiste all’invidia ed alla cattiveria altrui, chi tiene spenta la tv e si aggiorna con la controinformazione…Chi non teme la morte ed è in grado di vincerla con serenità…Chi si accontenta e gode di un pasto semplice e genuino, chi sa convivere con la propria solitudine, chi non ha rimpianti e vive il presente, ricorda il passato, sogna il fututo…Io ammiro chi va controcorrente, chi vive da persona, chi non sarà solo un automa, chi si ribella e protesta per una giusta causa, chi aiuta chiunque sia in difficoltà e non si fa totalmente i fatti suoi…Io ammiro chi è curioso, chi non smette mai di imparare, chi studia perennemente, chi preferisce un buon libro ad un reality, chi scrive poesie, chi allieta gli animi con la propria musica, chi accetta una critica costruttiva, chi ha il coraggio di migliorarsi sempre, chi si mette talvolta in discussione, chi è pronto a sacrificarsi per coloro a cui tiene veramente…Io ammiro quell'”ordine pubblico”, sempre se ancora esiste, che non si asservisce allo Stato, che non si sottomette a logiche ed indottrinamenti post-fascisti di ritorno, chi fa il suo dovere ed è obbiettivo, chi non usa il manganello un paio di scarpe, chi effettivamente accorre al momento giusto e non inveisce sui pacifici o gli indifesi…Io ammiro chi non si ferma alle apparenze, chi non discrimina, chi sa ascoltare, chi non gira l’opinione a seconda del vento che tira, chi si oppone all’ingustizia, chi combatte la mafia a costo della vita, chi sta con i rifiutati, chi è tra quelli considerati sfigati, senza vestiti firmati, chi è brutto ma si piace, chi è sorridente e solare, chi vede quasi sempre il bicchiere mezzo pieno, chi riesce ad essere ottimista ed a vedere qualcosa di bello ed iluminato anche nella più buia e critica delle situazioni, chi è in grado di mettersi in discissione e non fa il saputello, chi è colto e non erudito, chi non segue le mode, chi ha voglia di agire, chi dona e si dona senza chiedere nulla in cambio, chi è generoso ed altruista, chi non odia il diverso, chi si diverte con poco, chi vive ogni giorno come se fosse l’ultimo, chi si organizza ma non segue sempre schemi preordinati…Chi mette la propria professione o il proprio al servizio della comunità (Medici senza Frontiere,  Ordini monastici in controtendenza e non bigotti), chi non giudica al primo sguardo, chi guarda la sostanza più che la forma, chi non si adegua agli stereotipi, chi rifiuta a conformarsi troppo, chi non rinuncia ad essere se stesso, chi combatte strenuamente l’ingiustizia, chi ha il coraggio di chiedere consiglio e chi di consigliare, chi si affida, confida e si confida, chi ha il coraggio di aprirsi a se stesso e agli altri, di mettere da parte l’orgoglio, di fare un pianto liberatorio, chi non si vergogna di soffrire e di essere sensibile, chi si accetta così com’è, chi non rimane chiuso in se stesso, chi rifiuta di lavare i panni sporchi in famiglia, chi odia l’omertà e combatte la falsità, chi sa assumersi le proprie responsabilità ed ammette i propri errori, chi ha la forza e la pazienza di aspettare, chi non vuole tutto e subito, chi ha ancora la forza di sperare che un mondo diverso sia ancora possibile…to be continued…

Calavino - Nel rione antico di Calavino, attorno alla roggia, la semplicità del Natale vissuto attraverso le occupazioni degli artigiani di 100 anni fa. - 06/01/2009 [Gianni Zotta]