Precari: ‘Il nostro tempo è adesso’, il 6 maggio l’Italia si ferma, fermiamoci anche noi
Prossima tappa per la mobilitazione dei giovani precari lo sciopero generale proclamato dalla CGIL per il prossimo 6 maggio. “E’ necessario – affermano – difendere i diritti ed estenderli a tutti: dalla malattia, al diritto di voto per la rappresentanza sindacale, allo stesso diritto di sciopero”.

Lo sciopero generale della CGIL proclamato per il 6 maggio sarà la prossima tappa della mobilitazione dei giovani precari che il 9 aprile scorso, dietro l’appello ‘Il nostro tempo è adesso’, sono scesi in piazza in tutta Italia per rivendicare un lavoro stabile e dignitoso.

“Il 6 maggio l’Italia si ferma, fermiamoci anche noi”, scrivono in una lettera aperta i promotori dell’appello invitando tutti i precari a scioperare e a manifestare, affinchè spiegano “si costruisca una giornata in cui i lavoratori precari siano i protagonisti e possano prima di tutto rivendicare, in tutte le forme possibili, il diritto di sciopero”. Un diritto, proseguono “intrinsecamente negato ai precari. Un precario o un autonomo che decide di astenersi dal lavoro lo fa a proprio rischio e pericolo: chi per l’estrema ricattabilità a cui è sottoposto; chi, perché lavorando a progetto, carica su di sè il lavoro mancato; chi perché non vedrà conteggiato il proprio giorno di sciopero, tecnicamente inesigibile per alcune tipologie”.

E’ per queste ragioni che i giovani del comitato ‘Il nostro tempo è adesso’ invitano tutti ad aderire alla campagna ‘Precari/e in sciopero!’. Chi non potrà astenersi dal lavoro potrà comunque aderirvi attraverso il sito raccontando la modalità di sciopero scelta, anche se solo simbolica, e raccontando perchè è stato negato il diritto di sciopero “sarete simbolicamente in piazza con noi” scrivono.

Il lavoro e i suoi diritti, uno dei temi alla base dello sciopero generale, perchè come più volte ripetuto dalla leader della CGIL, Susanna Camusso “non può esserci lavoro senza diritti”, questo il principio che verrà ribadito in tutti i luoghi di lavoro e nelle piazze il 6 maggio, perchè “lavoro, persona e diritti sono un insieme inscindibile” e come sottolineato nella lettera aperta: è necessario difendere i diritti ed estenderli a tutti dalla malattia, al diritto di voto per la rappresentanza sindacale, allo stesso diritto di sciopero. “Quelle tutele che qualcuno preferisce strumentalmente definire ‘privilegi’ per pochi, diventino patrimonio per tutti”.

Ed ecco il manifesto, ovvero la lettera in cui i precari fanno sentire le loro ragioni e confermano di aderire allo sciopero:

Il 9 aprile la nostra generazione si è presa la scena, non solo portando in piazza la condizione
di precarietà da cui vogliamo liberarci, ma anche dimostrando che siamo la buona notizia in un
paese quotidianamente umiliato da chi ci governa.
Con il 9 aprile abbiamo chiesto a tutti di prendere posizione sull’emergenza precarietà, e hanno
risposto in molti.
Le nostre istanze sono state gridate in maniera netta da tutte le piazze: vogliamo che ad un
lavoro stabile corrisponda un contratto stabile; che siano garantiti a tutti, anche ai lavoratori
strutturalmente discontinui, gli stessi diritti, compresa la certezza della retribuzione; che sia
garantita la continuità di reddito per chi ha perso il lavoro, chi lo cerca, chi non lo trova; che sia
garantita alle nuove generazioni piena autonomia, accesso alla casa, alla cultura, al sapere.
Il 9 aprile si è manifestato il popolo degli invisibili, i nuovi ghostwriter, coloro che non hanno
volto e voce nel dibattito pubblico, ma soprattutto un popolo che ha capito che solo attraverso
l’azione collettiva è possibile riconquistare i diritti negati.
Per questo il 9 aprile è stato solo l’inizio.
L’inizio di un percorso che vogliamo sia lungo e incisivo e che ha già un appuntamento da non
mancare: lo sciopero generale indetto per il 6 maggio dalla CGIL.
Il paese intero è chiamato a fermarsi e manifestare, contro una politica che continua a far
pagare ai più deboli i costi della crisi e mette in discussione i diritti fondamentali, tra cui la
rappresentanza e la democrazia sindacale.
Gli stessi diritti fondamentali che i precari non hanno mai visto e conosciuto, come la malattia, il
diritto di voto per la rappresentanza sindacale, lo stesso diritto di sciopero.
Siamo utilizzati come un esercito di riserva, un popolo a diritti zero e disposto a tutto, che suo
malgrado è diventato la scusa per indebolire le tutele collettive, conquistate in anni di lotte
sindacali e sancite nei contratti collettivi di lavoro. Quelle tutele che qualcuno preferisce strumentalmente definire “privilegi” per pochi, piuttosto che patrimonio di tutti.
Il 6 maggio la nostra condizione deve diventare il cuore dello sciopero: perché per
difendere i diritti è necessario estenderli a tutti. E’ questa la grande sfida del movimento
dei lavoratori.
La nostra unica forza è infatti la solidarietà, l’unico strumento per combattere la ricattabilità e
migliorare concretamente la condizione di ognuno.
Vogliamo costruire una giornata in cui i lavoratori precari siano i protagonisti e possano prima di
tutto rivendicare, in tutte le forme possibili, il diritto di sciopero.
Un diritto intrinsecamente negato ai precari. Un precario o un autonomo che decide di astenersi
dal lavoro lo fa a proprio rischio e pericolo: chi per l’estrema ricattabilità a cui è sottoposto; chi,
perché lavorando a progetto, carica su di sè il lavoro mancato; chi perché non vedrà
conteggiato il proprio giorno di sciopero, tecnicamente inesigibile per alcune tipologie.
Il 6 maggio vogliamo uscire dall’invisibilità e chiediamo a tutti di partecipare, aderendo
alla campagna “Precari/e in sciopero!” e rendendo ovunque visibile il logo (profilo facebook,
posto di lavoro, abitazione..).
Chiediamo a tutti i precari di sfidare collettivamente il ricatto, di renderlo pubblico, di raccontare
la propria esperienza condividendo una battaglia comune per l’affermazione dei diritti.
Saremo tutti con voi – se vorrete – davanti al posto di lavoro e in piazza.
A chi non potrà scioperare chiediamo di aderire attraverso il sito, raccontando perché non potrà
farlo, perché i ricatti che subiamo diventino oggetto di una denuncia collettiva e perché chi
sciopererà possa portare simbolicamente in piazza con sé anche la condizione di chi non potrà
esserci
Il 6 maggio l’Italia si ferma, fermiamoci anche noi!
Il 6 maggio noi ci saremo, per dimostrare a questo paese quanto vale il nostro lavoro e
quanto vale la nostra dignità. Per cambiare i rapporti di forza, sappiamo di poterci
riuscire, insieme.

Aderisci alla campagna PRECARI/E IN SCIOPERO!
Scarica il logo e usalo come tuo avatar su facebook, nella tua postazione di lavoro, nel tuo pc,
ovunque tu vorrai.

Scriveteci e raccontateci:
-L’esperienza di organizzazione dello sciopero nella vostra realtà lavorativa, sfidiamo insieme
il ricatto: il 6 maggio renderemo pubblico lo sciopero dei precari.
-La vostra modalità di sciopero (qualsiasi essa sia….), e raccontateci perchè vi è negato il
diritto di sciopero. Saremo simbolicamente in piazza anche noi!.
Non esistate a condividere tutto ciò che vorrete foto, video…inviatele a

info@ilnostrotempoeadesso.it