Regola n° 1 – Scrittori si nasce

Scrivevi sin da bambina lettere, diari, articoli per il giornalino scolastico? Ogni episodio particolare che vivi, o di cui senti parlare, ti scatena la voglia di metterlo nero su bianco per un pubblico immaginario di lettori? Quando desideri raccontare qualcosa a qualcuno, te lo ripeti mentalmente, studiando le parole giuste? Se hai risposto sì ad almeno una domanda, ci sono buone probabilità che tu possa essere nata con la stoffa della scrittrice.

 Già, perché con il talento di scrittori si nasce; o meglio, già in tenera età si sviluppano le qualità necessarie attraverso i percorsi formativi e di apprendimento con cui si viene a contatto.

Una volta che ci sia il talento, la tecnica e lo stile possono essere affinati: scrittori di mestiere si diventa. Con lo studio, l’osservazione, la lettura, i consigli di chi è più esperto.

 Cosa fare: Fai valutare il tuo lavoro da chi è già nel settore giornalistico/ editoriale: se il responso è buono, continua; altrimenti, ci sono tanti modi di liberare la propria creatività letteraria senza necessariamente cercare di intraprendere una carriera lavorativa in questo campo.

Cosa non fare: Se da più parti ti viene detto che non hai le capacità, non insistere cercando la gloria letteraria. Anche scrivere per se stessi ha una funzione molto importante.

 Regola n° 2 – LEGGI DI TUTTO (E DI PIÙ)

“Se volete fare gli scrittori, ci sono due esercizi fondamentali: leggere molto e scrivere molto “(Stephen King, scrittore). “Leggete tanto, di tutto. Prima di scrivere, bisogna leggere, leggere, leggere” (Giulia Fazzi, scrittrice).

Uno scrittore che non legge non è, e non sarà mai, un vero scrittore. Tutt’al più, una persona con il bisogno compulsivo di scrivere. Per uno scrittore è invece indispensabile confrontarsi con i modelli letterari che l’hanno preceduto: per conoscerli, trarne esempi e ispirazione, migliorare il proprio stile di scrittura.

Cosa fare:Cogli qualsiasi occasione per leggere, e leggi di tutto. Non c’è bisogno di spendere una fortuna: i libri si ottengono in prestito (da amici, in biblioteca, su Librinprestito), in regalo (dalle case editrici come saggi-omaggio in cambio di recensioni, dalle librerie con i programmi a punti). Per acquistarli in maniera conveniente ci sono poi le edizioni economiche, i remainders, le offerte delle librerie (online e non). Insomma, non hai scuse!

Cosa non fare Non limitarti a pochi generi letterari: per sua cultura, uno scrittore deve conoscerne il più possibile.

Regola n° 3 – Dai al lettore ciò di cui ha bisogno

Tu scrivi poesie. Se però ti guardi in giro, quanti libri di poesie vendono? Pochissimi. Viceversa, quante  iniziative editoriali nascono per aiutare i giovani poeti a farsi conoscere, attraverso il web o con concorsi a pagamento? Moltissime. Ciò ti fa capire che oggi, se vuoi farti pubblicare, non puoi pensare di proporti con un libro di poesie.

Devi dare al lettore ciò che compra di solito. E cosa comprano i lettori?

 I lettori comprano libri scolastici e universitari.

I lettori comprano manuali tecnici e di self-help, guide turistiche

I lettori comprano romanzi, soprattutto bestseller.

I lettori comprano saggi di attualità (anche se spesso non li leggono).

I lettori, insomma, comprano i testi che gli possono essere utili, necessari o di intrattenimento, o che siano “di moda”.

 Cosa fare Se sei una poetessa, cerca il tuo pubblico sul Web o nei circoli e concorsi letterari; se sei una scrittrice di saggi e manuali, cerca di farti pubblicare da un buon editore; se sei una romanziera, cerca di migliorare la tecnica, finché non scriverai un romanzo fantastico.
Cosa non fare Non rinunciare ai tuoi sogni, solo perché non sei ancora in grado di cimentarti in un genere che può avere maggiori possibilità di vendita. Con lo studio, riuscirai.
 

Regola n° 4 – Un buon editing migliora un buon testo

Nessuno è perfetto! Neanche tu… Anche se credi di aver composto un capolavoro, ci saranno sempre molti dettagli da migliorare. Qualche volta sarai tu stessa ad accorgertene, correggendo il tuo scritto mentre ci lavori; in ogni caso, prima che il tuo testo venga dato alle stampe, è molto probabile che ci metterà le mani un editor. Se il tuo editore non ti propone la fase di editing, non è un buon editore.

 Cosa fare In fase di stesura del testo, leggilo e (a distanza di qualche settimana, per essere più distaccata) rileggilo con spirito critico, cercando imperfezioni ed errori (materiali, concettuali, ortografici, grammaticali…) e limando lo stile fino a renderlo scorrevole e accattivante. Poi affidati al tuo editor, con cui ci dovrà essere un rapporto di dialogo e collaborazione.

Cosa non fare Non pensare di non aver bisogno dell’editor: anche se sei una scrittrice già pubblicata e/o affermata, uno sguardo dall’esterno può farti notare ulteriori dettagli da migliorare. Tuttavia, non fidarti ciecamente dell’editor: è pur sempre un essere umano e a volte potrebbe essere più giovane e inesperto di te, per cui… la supervisione dell’Autore è sempre necessaria.

Regola n° 5 – Se un testo È valido,  sarà pubblicato. Gli editori sono sempre a caccia di testi che si vendono. È il loro lavoro, no? Dunque, se hai composto un buon libro sotto tutti gli aspetti (contenuto, stile, lingua), certamente sarà pubblicato, sempre che rientri nei generi di maggior successo commerciale. Forse ci vorrà del tempo, ma se saprai muoverti nel settore editoriale prima o poi potrai farti apprezzare.

 Se credi nella qualità del tuo libro, proponiti a un editore di successo. Se vuoi avere un pubblico, ma non sei ancora al top, prova con gli editori minori.

Cosa fare Individua i generi letterari di maggior presa sul pubblico e, al loro interno, il sottogenere che ti ispira di più (segui i trend letterari, ma evita le tipologie troppo inflazionate). Il genere del tuo libro non esiste ancora? Se risponde a bisogni reali, qualcuno vorrà leggerlo!
Cosa non fare Evita gli editori che ti chiedono denaro in cambio della pubblicazione: si tratta di iniziative commerciali a fini di lucro, che rispondono alla domanda da parte degli autori ignoti, ma non servono né alla fama, né al prestigio, né al guadagno (anzi, il contrario).
 

Regola n° 6 – Presentati al meglio. Ogni editore, grande o piccolo che sia, riceve mensilmente una gran quantità di dattiloscritti, che va ad accumularsi sulle scrivanie dei redattori. Non pensare, però, che il tuo testo verrà cestinato: ogni libro che entra in casa editrice viene archiviato e i suoi dati (autore, titolo e altro) sono inseriti in un database computerizzato. Tuttavia, solo pochi autori avranno una risposta (in altri casi, puoi provare a sollecitarla, ma solo dopo alcuni mesi di giacenza dell’opera).

A parte qualche rarissima e magnifica eccezione, non capita quasi mai di pubblicare testi che siano arrivati in casa editrice per posta, senza l’intermediazione di un agente, di un critico, di un libraio, di un altro scrittore. (Luigi Spagnol, Gruppo Editoriale Mauri Spagnol)

Per farsi notare l’ideale è una segnalazione: non una raccomandazione accademica, ma il passaparola: quando qualcuno mi dice che ha trovato interessanti i racconti di “un’amica di una mia amica” mi incuriosisce». (Alberto Boffo, editor di Feltrinelli)

Se vuoi essere presa più facilmente in considerazione, puoi avvalerti di un intermediario del settore: uno scrittore già affermato, un editor, un’agenzia letteraria, purché seria; sapranno come contattare l’editore per ottenere una risposta in breve tempo. Naturalmente, se pattuito in precedenza dovrai pagare per l’intermediazione, ma solo a contratto avvenuto.

Cosa fare Se vuoi fare da te, devi essere davvero brava. Sappi che occorre una lettera di presentazione dell’opera. Il testo in alcuni casi sarà già richiesto per intero sin dall’inizio, in altri casi solo successivamente e potrai inviarne un estratto (informati presso l’editore).
Cosa non fare Non avere mai fretta. Per quanto sia tuo diritto ottenere informazioni sul destino del tuo scritto, non bisogna essere pressanti: spesso il successo arriva dopo un bel po’.