Non so se è mai capitato anche a voi, ma io, in questi casi, mi ritengo una soggetto particolare: fino a qualche giorno prima sprizzo felicità da ogni poro, sono tranquilla e rilassata, mi ritengo una persona fortunata…E poi, tutto ad un tratto, mi rabbuio, comincio a pensare, a pensare, a pensare…Le cose più assurde…Dai pensieri assurdi, inevitabilmente, nascono le paure, e dalle paure le paranoie…
In questi momenti la mente mi si ottenebra e faccio veramente fatica a fare un discorso o un pensiero razionale…Tutto galoppa sull’onda delle emozioni e delle sensazioni negative…Devo verbalizzare tutto questo, ne sento il profondo bisogno…
A questo punto la prima azione che vorrei fare è mollare tutto e partire per un lungo viaggio, che non sia solamente mentale, ma anche concreto…Mi torna veramente la voglia di andare in Germania, a Berlino, o in qualsiasi altra città tedesca, iscrivermi a una scuola di lingue e rimanere là qualche mese a riflettere, per capire effettivamente quanto sento la mancanza delle persone che mi circondano e a cui tengo, per trovare magari una nuova strada, per trovarmi da sola in mezzo a niente e mettermi alla prova per fronteggiare questo, per me, terribile spauracchio: la solitudine…
Quest’evasione mi permetterebbe anche di capire quanto io manco alle persone per le quali penso di contare qualcosa…Arriverei quindi alla conclusione: tornare o restare??
Stranamente, ma forse neanche tanto, è proprio in questi momenti di viaggi mentali, che paiono alle volte senza ritorno,che il mio estro creativo salta fuori e la vena poetica scoppia come un turbine nel bel mezzo di un fiume in piena…Peccato che insieme all’estro salti fuori anche la mia china autodistruttiva e distruttiva di ogni cosa…Il pessimismo mi abbraccia nella sua notte e mi culla in incubi tremendi…E poi, alla fine, come in un battito d’ali, tutto sparisce…Basta solo un evento positivo, una parola amica o uno scoppio di pianto a cancellare tutto…