Mai come oggi mi viene da scrivere un intervento su questo tema, visto che mi ha toccata diverse volte e che, in questi giorni mi sta toccando ancora di più…La situazione è questa: mio nonno, 87 anni abbondanti, probabilmente sta morendo…E’ tracollato dopo il ricovero ospedaliero,e, in lui si vede la volontà di chiudere, di lasciarsi andare…Nonostante sia stata sempre una persona profondamente attaccata alla vita…Ribadisco che a me la morte non fa paura…Soprattutto la mia morte…Ma il pensiero dell’abbandono e del profondo cambiamento dato dalla morte di altri mi inquieta, è una debolezza su cui sto lavorando da tempo…La morte in se stessa non mi spaventa ma mi spaventano gli effetti che essa può avere su chi mi sta intorno, in particolare su mia mamma, che la teme molto e, su questo punto crolla in caduta libera…La vedo molto preoccupata, sempre impegnata, da quando mio nonno sta male, a tener viva un’eternità, cosa che, in realtà, non è in grado di fare, in quanto nessuno di noi mortali ci riesce…Non è conscia di questo suo limite e ciò la fa soffrire…Non capisce che non deve stare addosso a mio nonno ma deve lasciarlo un po’ in pace…A lui, in questo momento, serve solo questo, e non fittizie ed effimere attenzioni…
Come dicevo, ciò che mi fa più paura è la sua reazione di fronte alla morte, il suo chiudersi in se stessa, il suo sottrarsi ad essere consolata, il suo controllo del pianto consolatorio e il suo non abbandonarsi ad esso…Lei deve sempre apparire come la donna di ferro, quella che non si fa scalfire da niente, orgogliosa fino all’osso, razionale e perfettamente in grado di frenare le proprie passioni e le proprie emozioni…Purtroppo o per fortuna, non è realmente così…Anzi, dovrebbe mettere da parte un po’ di orgoglio e raccogliere un po’ di umiltà,secondo me…
So come reagirà se mio nonno dovesse morire e mi incazzo e mi preoccupo al contempo…Perchè queste energie negative che si tiene dentro si possono solo ripercuotere su di lei…E sulla sua salute mentale e fisica…
Sono troppo convinta sul fatto che tanti malanni, tra cui i tumori, nascano per colpa delle emozioni represse, per i traumi psicologici non superati, che non si ha avuto il coraggio o la voglia di affrontare, prendendoli dai coglioni, come sarebbe giusto fare!!!
Bisogna anche essere in grado di affrontare la propria parte di follia, di affidarsi alle cure e di accettare il proprio lato malato…Anche se ammetto che non è facile…
Avevo proprio bisogno di verbalizzare questo sfogo per sentirmi meglio, proprio perchè non ho nessuna voglia di tenermi tutto dentro…
Concludo con qualche aforisma sulla vita e sulla morte di chi sicuramente ne sa più di me…Fa sempre bene!!!
 
 
MORTE:
 
E se Dio avesse inventato la morte per farsi perdonare la vita?
Bufalino, Gesualdo Il malpensante, Bompiani, Milano, 2004, p. 13.

La nostra morte non è una fine se possiamo vivere nei nostri figli e nella giovane generazione. Perché essi sono noi: i nostri corpi non sono che le foglie appassite sull’albero della vita.
Einstein, Albert Pensieri di un uomo curioso, Mondadori, Milano, 1997, p. 87.

La morte, il più atroce di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, e quando c’è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c’è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.
Epicuro Lettera sulla felicità (a Meneceo), Stampa alternativa, Milano, 1992, p. 9.

"So che morirò, ma non ci credo" – dice Jacques Madaule. Lo so, ma non ne sono intimamente persuaso. Se ne fossi persuaso, completamente certo, non potrei più vivere.
Jankélévitch, Vladimir Pensare la morte?, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1995, p. 37.

Morire è la condizione stessa dell’esistenza. In ciò mi rifaccio a tutti coloro che hanno detto che è la morte a dar senso alla vita, proprio sottraendole tale senso. Essa è il non-senso che dà un senso negando questo senso.
Jankélévitch, Vladimir Pensare la morte?, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1995, p. 44.

La morte è questo: la completa uguaglianza degli ineguali.
Jankélévitch, Vladimir Pensare la morte?, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1995, p. 103.

Quanto v’è di certo nella morte è un po’ mitigato da quanto v’è d’incerto: è un indefinito nel tempo, che ha in sé qualche cosa dell’infinito e di ciò che chiamiamo eternità.
La Bruyère, Jean de I caratteri, Einaudi, Torino, 1981, p. 213.

La morte è una delle componenti dell’ordine dell’universo.
Montaigne, Michel de Saggi, Mondadori, Milano, 1970, p. 118.

Perché temi il tuo ultimo giorno? Esso non contribuisce alla tua morte più di ciascuno degli altri.
Montaigne, Michel de Saggi, Mondadori, Milano, 1970, p. 123.

Il terrore della morte è dovuto all’incertezza di ciò che ci attende. La risposta è semplice e tranquillante: esattamente la medesima situazione di prima che fossimo.
Morandotti, Alessandro Le minime di Morandotti (2), Scheiwiller, Milano, 1980, p. 111.

È poco probabile che tutto finisca con la morte, perché sarebbe troppo comodo cavarsela così a buon mercato.
Morandotti, Alessandro Le minime di Morandotti (3), Scheiwiller, Milano, 1980, p. 42.

La morte può essere l’espiazione delle colpe ma non può mai ripararle.
Napoleone Bonaparte Aforismi, massime e pensieri, Newton Compton, Roma, 1993, p. 56.

La morte è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo.
Pavese, Cesare Il mestiere di vivere, Einaudi, Torino, 1952, p. 112.

Non è vero che la morte ci giunge come un’esperienza in cui siamo tutti novellini (Montaigne). Tutti prima di nascere eravamo morti.
Pavese, Cesare Il mestiere di vivere, Einaudi, Torino, 1952, p. 129.

La certezza della morte è l’unico segreto che conosciamo a proposito di tutti i nostri simili e di noi stessi, anche se, intimamente, non riusciamo a credere in questa fatale prospettiva.
Savater, Fernando Dizionario filosofico, Laterza, Roma-Bari, 1996, p.143.

La morte è l’assentarsi dell’eterno.
Severino, Emanuele In G. Vattimo (a cura di): Filosofia al presente, Garzanti, Milano, 1990, p. 38.

Noi pensiamo alla morte come a qualcosa che sta davanti a noi, mentre in gran parte è già alle nostre spalle: tutta l’esistenza trascorsa è già in suo potere.
Seneca, Lucio Anneo Lettera a Lucilio, cit. in Il tempo, Stampa alternativa, Milano, 1992, p. 4.

Il pensiero della morte ci inganna, perché ci fa dimenticare di vivere.
Vauvenargues Riflessioni e massime, TEA, Milano, 1989, p. 33.

 
 
VITA:
Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena vivere.
Einstein, Albert Pensieri di un uomo curioso, Mondadori, Milano, 1997, p. 141.

Una vita che miri principalmente a soddisfare i desideri personali conduce prima o poi a un’amara delusione.
Einstein, Albert Pensieri di un uomo curioso, Mondadori, Milano, 1997, p. 142.

La vita è la più monotona delle avventure: finisce sempre allo stesso modo.
Gervaso, Roberto Il grillo parlante, Bompiani, Milano, 1983, p. 22.

La vita, essendo un dono gratuito e un fenomeno inesplicabile, proprio per questo è in fondo senza scopo e senza senso.
Guarini, Ruggero Aforismi, Rizzoli, Milano, 1993, p. 260.

Nella vita nulla avviene né come si teme né come si spera.
Karr, Alphonse Aforismi, Newton Compton, Roma, 1993, p. 84.

Nulla gli uomini desiderano maggiormente conservare, e nulla sanno meno risparmiare, della loro vita.
La Bruyère, Jean de I caratteri, Einaudi, Torino, 1981, p. 212.

La vita bene spesa lunga è.
Leonardo da Vinci Aforismi, novelle e profezie, Newton Compton, Roma, 1993, p. 33.

Chi non stima la vita, non la merita.
Leonardo da Vinci Aforismi, novelle e profezie, Newton Compton, Roma, 1993, p. 38.

Solo chi abbia vissuto un’intera vita sa quanto effimera sia quest’unità temporale.
Morandotti, Alessandro Le minime di Morandotti (3), Scheiwiller, Milano, 1980, p. 74.

Tutta la vita umana è profondamente immersa nella non verità.
Nietzsche, Friedrich Umano, troppo umano, I Adelphi, Milano 19772, p. 41.

La vita non ha senso a priori. Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla; sta a voi darle un senso, e il valore non è altro che il senso che scegliere.
Sartre, Jean-Paul L’esistenzialismo è un umanismo, Mursia, s.d., p. 104.

La breve durata della vita non può distoglierci dai suoi piaceri, né consolarci delle sue pene.
Vauvenargues Riflessioni e massime, TEA, Milano, 1989, p. 84.

Chi ama la vita, teme la morte.
Vauvenargues Riflessioni e massime, TEA, Milano, 1989, p. 122.

Lo scopo della vita è lo sviluppo del proprio io. Il completo sviluppo di se stessi – ecco la ragione d’essere di ognuno di noi.
Wilde, Oscar Il ritratto di Dorian Gray, Mondadori Scula, Milano, 1990, p. 24.