"Solo chi, spesso, ferito nel cuore dalla difficoltà di essere compreso da altri uomini, o disanimato dalla freddezza e grossolanità altrui o oppresso dalla disillusione, o in qualsiasi modo dolorosamente solitario e bisognoso di espansione, ha sentito nella musica la voce che apre le porte del cuore, e fa scaturire un benefico pianto o solleva lo spirito in un alto conforto. Solo questi potrà comprendere come la musica sia una compagna necessaria all’umanità.
Noi oggi crediamo che la musica sia indispensabile rianimatrice per i soldati che vanno a morire, ma quanto più essa sarebbe una rianimatrice per tutti coloro che devono vivere."
 
I

grandi artisti riescono, con la loro profonda sensibilità, ad intrufolarsi nelle menti, nei cuori e nelle anime di chiunque. Riescono a raccontare storie che sono d’altri e sono capaci di descrivere emozioni che hanno anche solo sfiorato. Riescono ad essere se stessi e, insieme, tutti gli altri. Hanno un’anima fatta d’anime. Le parole di “Una di tante” paiono scritte per ognuno di noi e raccontano alla perfezione una storia, o meglio, la storia di tutti coloro che, “con la falsità di sorrisi di facciata”, palesano la loro incapacità di ridere e che hanno un “cuore addormentato” nel quale imperano “smeraldi grigi”, scoloriti da “ladri di colori che vivevano per se”. I suoni sono perfetti compagni delle parole e trascinano chi ascolta in quelle stanze d’anime lucide, “come specchi nei castelli”. Un lucido che non è sinonimo di candore e purezza ma, al contrario, di vuoto e desolazione sentimentale…(to be continued)