Mi baci con i baci della sua bocca! Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino.
Per la fragranza sono inebrianti i tuoi profumi,
profumo olezzante è il tuo nome,                                             images11images12
per questo le giovinette ti amano.   
Attirami dietro a te, corriamo!                                   images10    imagesimages14
images15
M`introduca il re nelle sue stanze:                                     images13images2images3images5images4                                                                                    images8
gioiremo e ci rallegreremo per te,
ricorderemo le tue tenerezze più del vino.images16                      
A ragione ti amano![…]
images7

Io sono un narciso di Saron,          

un giglio delle valli.                                     2               melo

 Come un giglio fra i cardi,                                               

così la mia amata tra le fanciulle.                                             images9                    images6
 Come un melo tra gli alberi del bosco                            

il mio diletto fra i giovani.

Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo                                      5

e dolce è il suo frutto al mio palato.                                                                                                  3

Mi ha introdotto nella cella del vino

e il suo vessillo su di me è amore.

Sostenetemi con focacce d`uva passa,

rinfrancatemi con pomi,

perché io sono malata d`amore.

 La sua sinistra è sotto il mio capo

e la sua destra mi abbraccia.
Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,                                                  

per le gazzelle o per le cerve dei campi:                             

non destate, non scuotete dal sonno          l`amata,                           

finché essa non lo voglia.[…]                                                                                                                                                            

Una voce! Il mio diletto!

Eccolo, viene

saltando per i monti,

balzando per le colline.

 Somiglia il mio diletto a un capriolo

o ad un cerbiatto.

Eccolo, egli sta

dietro il nostro muro;

guarda dalla finestra,

spia attraverso le inferriate.

 Ora parla il mio diletto e mi dice:

"Alzati, amica mia,

mia bella, e vieni!
 Perché, ecco, l`inverno è passato,

è cessata la pioggia, se n`è andata;
i fiori sono apparsi nei campi,

il tempo del canto è tornato

e la voce della tortora ancora si fa sentire

nella nostra campagna.

Il fico ha messo fuori i primi frutti

e le viti fiorite spandono fragranza.

Alzati, amica mia,

mia bella, e vieni!

 O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia,

nei nascondigli dei dirupi,

mostrami il tuo viso,

fammi sentire la tua voce,

perché la tua voce è soave,

il tuo viso è leggiadro".

Prendeteci le volpi,

le volpi piccoline

che guastano le vigne,

perché le nostre vigne sono in fiore.

 Il mio diletto è per me e io per lui. Egli pascola il gregge fra i gigli.
 Prima che spiri la brezza del giorno

e si allunghino le ombre,

ritorna, o mio diletto,

somigliante alla gazzella

o al cerbiatto,

sopra i monti degli aromi.

Come sei bella, amica mia, come sei bella!

Gli occhi tuoi sono colombe,

dietro il tuo velo.

Le tue chiome sono un gregge di capre,

che scendono dalle pendici del Gàlaad.

 I tuoi denti come un gregge di pecore tosate,

che risalgono dal bagno;

tutte procedono appaiate,

e nessuna è senza compagna.
 Come un nastro di porpora le tue labbra

e la tua bocca è soffusa di grazia;

come spicchio di melagrana la tua gota

attraverso il tuo velo.
Come la torre di Davide il tuo collo,

costruita a guisa di fortezza.

Mille scudi vi sono appesi,

tutte armature di prodi.

 I tuoi seni sono come due cerbiatti,

gemelli di una gazzella,

che pascolano fra i gigli.

 Prima che spiri la brezza del giorno

e si allunghino le ombre,

me ne andrò al monte della mirra

e alla collina dell`incenso.

 Tutta bella tu sei, amica mia,

in te nessuna macchia.

 

Vieni con me dal Libano, o sposa,

con me dal Libano, vieni!

Osserva dalla cima dell`Amana,

dalla cima del Senìr e dell`Ermon,

dalle tane dei leoni,

dai monti dei leopardi.

Tu mi hai rapito il cuore,

sorella mia, sposa,

tu mi hai rapito il cuore

con un solo tuo sguardo,

con una perla sola della tua collana!

 Quanto sono soavi le tue carezze,

sorella mia, sposa,

quanto più deliziose del vino le tue carezze.

L`odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi.

 Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa,

c`è miele e latte sotto la tua lingua

e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano.
 Giardino chiuso tu sei,

sorella mia, sposa,

giardino chiuso, fontana sigillata.

 I tuoi germogli sono un giardino di melagrane,

con i frutti più squisiti,

alberi di cipro con nardo,

nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo

con ogni specie d`alberi da incenso;

mirra e aloe

con tutti i migliori aromi.

Fontana che irrora i giardini,

pozzo d`acque vive

e ruscelli sgorganti dal Libano.

 Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni,

soffia nel mio giardino

si effondano i suoi aromi.

Venga il mio diletto nel suo giardino

e ne mangi i frutti squisiti

.[…]


Il mio diletto è bianco e vermiglio,
riconoscibile fra mille e mille.
 Il suo capo è oro, oro puro,i suoi riccioli grappoli di palma,
neri come il corvo.
 I suoi occhi, come colombe
su ruscelli di acqua;
i suoi denti bagnati nel latte,
posti in un castone.
 Le sue guance, come aiuole di balsamo,
aiuole di erbe profumate;
le sue labbra sono gigli,

che stillano fluida mirra.
 Le sue mani sono anelli d`oro,
incastonati di gemme di Tarsis.
Il suo petto è tutto d`avorio,
tempestato di zaffiri.
Le sue gambe, colonne di alabastro,
posate su basi d`oro puro.
Il suo aspetto è quello del Libano,
magnifico come i cedri.
 Dolcezza è il suo palato;
egli è tutto delizie!
Questo è il mio diletto, questo è il mio amico,
o figlie di Gerusalemme.[…]

Come son belli i tuoi piedi
nei sandali, figlia di principe!
Le curve dei tuoi fianchi sono come monili,
opera di mani d`artista.
 Il tuo ombelico è una coppa rotonda
che non manca mai di vino drogato.
Il tuo ventre è un mucchio di grano,
circondato da gigli.
I tuoi seni come due cerbiatti,
gemelli di gazzella.
Il tuo collo come una torre d`avorio;
i tuoi occhi sono come i laghetti di Chesbòn,
presso la porta di Bat-Rabbìm

il tuo naso come la torre del Libano
che fa la guardia verso Damasco.
 Il tuo capo si erge su di te come il Carmelo
e la chioma del tuo capo è come la porpora;

un re è stato preso dalle tue trecce".

Quanto sei bella e quanto sei graziosa,

o amore, figlia di delizie!

La tua statura rassomiglia a una palma

e i tuoi seni ai grappoli.
Ho detto: "Salirò sulla palma,

coglierò i grappoli di datteri;

mi siano i tuoi seni come grappoli d`uva

e il profumo del tuo respiro come di pomi".

 "Il tuo palato è come vino squisito,

che scorre dritto verso il mio diletto

e fluisce sulle labbra e sui denti!

Io sono per il mio diletto
e la sua brama è verso di me.

Vieni, mio diletto, andiamo nei campi,
passiamo la notte nei villaggi.
Di buon mattino andremo alle vigne;
vedremo se mette gemme la vite,
se sbocciano i fiori,
se fioriscono i melograni:
là ti darò le mie carezze!
Le mandragore mandano profumo;
alle nostre porte c`è ogni specie di frutti squisiti,
freschi e secchi;
mio diletto, li ho serbati per te.[…]

Oh se tu fossi un mio fratello,

allattato al seno di mia madre!

Trovandoti fuori ti potrei baciare

e nessuno potrebbe disprezzarmi.
 Ti condurrei, ti introdurrei nella casa di mia madre;

m`insegneresti l`arte dell`amore.

Ti farei bere vino aromatico,

del succo del mio melograno.
La sua sinistra è sotto il mio capo

e la sua destra mi abbraccia.
 Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,

non destate, non scuotete dal sonno l`amata,

finché non lo voglia.

Mettimi come sigillo sul tuo cuore,

come sigillo sul tuo braccio;

perché forte come la morte è l`amore,

tenace come gli inferi è la passione:

le sue vampe son vampe di fuoco,

una fiamma del Signore!

Le grandi acque non possono spegnere l`amore

né i fiumi travolgerlo.

Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa

in cambio dell`amore, non ne avrebbe che dispregio

.[…]

 

 

CONFRONTO CON:

 

L’amore della Salamandra (ricordi delle vacanze nelle Marche…)

©2008 Oloferne

Mancano due minuti e son le tre,
ho predisposto tutto per te e me
c’è una luna fertile, s’accoppiano lucertole,
nelle vene pece bollente.
Scendo dalle scale con ali di tenebre
del mio gatto imito il passo
già mio padre dorme
il fuco nei capelli sarà il lume per trovarti là.
Sta vicino al noce dove hai disegnato un cuore
bimbetto romantico hai fatto un grave errore
io non cerco fedeltà, anelli amore e bla bla bla…
svelto bussa a questa porta.
Sentirai il calore di chi trebbia sotto il sole
ascolterai il verso del ranocchio quando piove
con l’aratro tracciami, sarò terra per i pioppi.
Non ci sentirà nessuno i gufi sono spie
vedo con il loro occhio, non fermarti,
non uscire, non tremare sono qua,
scegli il frutto che ti va…
poi il vino rosso scorrerà.
Piango lacrime bollenti, scendon dai capelli
colano su questo anfratto circondato d’olmi
galoppando correrò fino all’Adriatico…
Sono pronta alzo gli occhi vedo stelle come spine
sembra di morire ma rinascere è il mio fine
si mescolano i fluidi, i seni ancora turgidi
non vedo più limiti…
Batte il cuore col suo zoccolo sopra il mio sterno
con polmoni immortali mi riscalderei all’inferno
sboccian fiori su di me, lascio al vento un velo
vergine…
Salamandre tutto intorno cantano, fanno frastuono
dicono che sono figlia di un oscuro parapiglia
tu vestiti o rigurgito, hai già svolto il tuo compito